Bond: obbligazionario stabile dopo dati Usa, Fed verso rialzo tassi

Spread Btp/Bund a 142 punti e Fed prossima a un rialzo dei tassi a dicembre. La Catalogna non preoccupa

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Spread Btp/Bund a 142 punti e Fed prossima a un rialzo dei tassi a dicembre. La Catalogna non preoccupa

Obbligazionario stabile dopo la pubblicazione del report sul mercato del lavoro Usa di ottobre, con i salari che hanno nettamente deluso il consenso, alimentando i dubbi sull’andamento dell’inflazione negli Usa. Lo spread Btp/Bund ha terminato la settimana poco mosso a 142 punti base e quello tra il decennale spagnolo e tedesco a 111 pb.

Mercati obbligazionari ancora piuttosto cauti e guardinghi, in un contesto di tassi molto contenuti e spasmodica ricerca di rendimenti addizionali, di cui sta beneficiando soprattutto l’Italia, con lo spread arrivato intorno ai 140 punti base“, affermano gli strategist di Mps Capital Services, puntualizzando che “la vicenda catalana continua a non essere percepita come un problema dagli operatori, malgrado la notizia degli arresti del vicepresidente e di 7 ministri della regione“. L’ondata di arresti, “sebbene giustificata dalla legge, complica il dibattito in vista delle elezioni in Catalogna e la situazione potrebbe essere vista come una forma di oppressione da parte di Madrid”, avvertono però gli strategist di Unicredit, secondo i quali “il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, per evitare qualsiasi contraccolpo, dovrebbe rapidamente dichiarare di essere a favore di una riforma della costituzione in senso federalista“.

 

Bce: il tapering non è ancora iniziato

 

Nel frattempo, sul fronte della politica monetaria, il membro della Bce, Ewald Nowotny, ha puntualizzato che “ci sono buone ragioni per le quali la Banca centrale europea potrebbe considerare di ridurre il suo programma di acquisto di asset l’estate prossima“, o a settembre. Per il banchiere la riduzione nel ritmo di acquisti mensili da parte dell’Istituto di Francoforte annunciata ad ottobre non può essere considerata come tapering, dal momento che non è stato fatto riferimento alla conclusione definitiva del Qe.

Comunque sia la riduzione dell’ammontare di acquisti di mensili di titoli da parte della Banca centrale europea non dovrebbe portare a un aumento dei rendimenti dei bond periferici dell’Eurozona, affermano gli analisti di Deutsche Asset Management, aggiungendo che “in politica monetaria, le parole hanno spesso un effetto superiore rispetto alle misure concrete” sulle aspettative dei mercati. A supporto di tale tasi, gli esperti sottolineano che tra il 2010 e il 2012 i costi di finanziamento dei Paesi ritenuti piú a rischio crebbero nonostante gli interventi della Bce, per poi calare sensibilmente dopo il celebre discorso del “whatever it takes” pronunciato dal presidente dell’Istituto di Francoforte Mario Draghi nel luglio 2012, senza che l’autoritá monetaria europea adottasse alcun provvedimento specifico.

 

 Fed pronta ad alzare i tassi

 

 A ottobre – osserva Keith Wade, Chief Economist, Schrodersabbiamo visto un rimbalzo del mercato del lavoro americano, dopo i duri colpi subiti a causa delle tempeste e degli uragani a settembre. I payroll hanno registrato un aumento di 261.000 unità, inferiore alle attese. Tuttavia, con una revisione al rialzo di 90.000 unità rispetto alle stime precedenti, il livello dell’occupazione è abbastanza in linea con quanto ci si attendeva. 

Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,1% rispetto al 4,2% precedente, raggiungendo il livello minimo dal 2000. I salari sono rimasti però piatti, tanto che il tasso di crescita annuale è sceso al 2,4% a/a dal 2,8%. Alla luce di ciò, continua il rebus della scarsa crescita salariale, anche se guardando al rapporto occupati/popolazione totale si può riscontrare un maggior margine nel mercato del lavoro di quanto il tasso di disoccupazione convenzionale lascerebbe intendere. Il primo infatti si attesta al 60,2% rispetto al 64,5% di 17 anni fa e, durante l’attuale ciclo, ha seguito più fedelmente l’andamento dei salari. I dati mettono la Federal Reserve sulla strada verso un nuovo rialzo dei tassi a dicembre. Probabilmente nel 2018, con il nuovo presidente Jerome Powell, la Fed alzerà i tassi altre due volte.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Btp

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.