Bond non garantito de Il Sole 24 Ore: cedola alta, ecco i rischi

La società editoriale ha collocato sul mercato obbligazioni "unsecured" per 45 milioni di euro, al contempo rimborsando debiti con le banche.

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Bond con cedola alta di Il Sole 24 Ore

Il gruppo editoriale Il Sole 24 Ore ha collocato sul mercato obbligazionario un bond non garantito (“unsecured”) per 45 milioni di euro e con scadenza 29 luglio 2028 e alta cedola: 4,95%. Parliamo di un titolo, quindi, della durata di 7 anni e che è stato prezzato a 99 centesimi, per cui il rendimento è salito sopra il 5%. L’operazione è stata resa possibile grazie a un accordo con Goldman Sachs, MPS e Banca Popolare di Sondrio.

Il bond con alta cedola è stato rivolto esclusivamente agli investitori qualificati e sarà collocato alla Borsa di Lussemburgo, sul sistema di negoziazione multilaterale “Euro MTF”. Stiamo parlando di un titolo altamente redditizio, specie in tempi di tassi a zero e rendimenti negativi per gran parte delle curve sovrane sui mercati avanzati. Chiaramente, nessun pasto è gratis. L’elevato tasso d’interesse corrisposto agli obbligazionisti è frutto dei rischi di credito altrettanto elevati.

Bond con alta cedola e grossa opportunità

Non è un mistero che Il Sole 24 Ore navighi in cattive acque da anni, vittima di un passaggio epocale dell’editoria con la caduta delle vendite delle copie cartacee e il boom del giornalismo online. Il bond con alta cedola è anche sprovvisto di rating. E sappiamo che le valutazioni delle agenzie internazionali siano importanti per capire il grado effettivo di rischio.

Per non parlare del basso importo emesso. Sarà difficile compravendere il titolo in borsa, a causa della scarsa liquidità sottostante. Chi lo avesse in portafoglio, dovrebbe fare i conti con possibili spread elevati nel caso di rivendita anticipata. Per il resto, si tratta di un’opportunità di differenziazione degli investimenti. E’ vero che la situazione finanziaria dell’emittente si mostra critica, ma parliamo di una realtà controllata da Confindustria, la principale associazione delle grandi imprese italiane.

In tutti questi anni, l’azionista di riferimento ha segnalato di non volere mollare l’asset ed è molto probabile che ne impedirebbe in ogni caso un evento creditizio avverso, essendovi in gioco la reputazione del sistema industriale tricolore nel suo complesso.

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