Monte dei Paschi di Siena, sui bond lunghi la prudenza è d’obbligo

Nonostante i rischi della banca senese, le obbligazioni a breve scadenza rappresentano una valida alternativa ai BOT. Con 1.000 euro ci si assicura un buon rendimento

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Nonostante i rischi della banca senese, le obbligazioni a breve scadenza rappresentano una valida alternativa ai BOT. Con 1.000 euro ci si assicura un buon rendimento

Le obbligazioni Monte dei Pashi di Siena (MPS) sembrano oggi più sicure di ieri. Il miglioramento del quadro finanziario  generale con lo spread sui titoli di stato italiani e tedeschi ai livelli del 2005 sta tonificando anche il settore bancario italiano, chiamato all’importante appuntamento in primavera con gli stress test imposti dalla BCE. Tuttavia una rondine non fa primavera. Il livello delle sofferenze delle banche italiane rimane altissimo e quello di MPS è alle stelle. La fiammata che ha visto le azioni del Monte dei Paschi volare del 30% in due sedute sulla notizia che la Fondazione avrebbe ceduto al fondo speculativo Och Ziff Capital Management l’8% del capitale, lascia il tempo che trova. Se non altro perché è ancora in attesa di conferma.

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Banca Monte dei Paschi rimane quindi una grossa banca italiana in difficoltà sul cui futuro si addensano ancora molte incertezze. Forse troppe. Oltretutto la profonda crisi economica in Italia ha messo in ginocchio MPS e, nonostante non si parli più di nazionalizzazione, i problemi sul tappeto permangono con allarmante criticità – osservano gli analisti -. Lo slittamento dell’aumento di capitale ne è il segnale più evidente. L’altro segnale è che MPS non riesce nemmeno a cedere i crediti incagliati, a differenza di quanto fatto da altre banche italiane. Secondo indiscrezioni di stampa Banca MPS sta trattando con la statunitense Fortress la vendita di un portafoglio di NPL (Non Performing Loans, crediti in sofferenza) del valore di circa un miliardo di euro, ma al momento nessun accordo è stato ancor raggiunto.

 

Obbligazioni MPS a breve termine, l’alternativa ai BOT

 

Detto questo – secondo gli analisti – nel breve periodo il rischio di insolvenza di MPS è scarso. Pertanto, chi volesse parcheggiare liquidità, in alternativa ai Bot che ormai non rendono più nulla, le obbligazioni MPS offrono rendimenti superiori. [fumettoforumleft]Il bond MPS 5% 29 giugno 2014 (Isin IT0004784382), ad esempio, rende il 2,11% lordo a scadenza, mentre l’obbligazione MPS 2,6% 2 maggio 2014 (Isin IT0004808165), al prezzo di 100,10, rende 50 giorni dal rimborso rende l’1,87%. Entrambe sono negoziabili sul mercato EuroTLX per tagli minimi di 1.000 euro, quindi, trattabili anche dal piccolo risparmiatore. Interessante anche il bond da 500 milioni di euro che scade il 19 settembre 2014: sulla lunghezza semestrale l’MPS 4,875% 19 settembre 2014 (Isin XS0830811393) offre uno yield del 2,35% al prezzo di 101,35. Decisamente meglio di un BOT a sei mesi. Ma per comprarlo ci vogliono 100.000 euro. Più rischiosa, infine, l’obbligazione subordinata (Lower Tier II) da 500 milioni a tasso variabile con cedola trimestrale (Eur 3M + 1%) MPS novembre 2017 (Isin XS0236480322) che si prende sotto i 90 e rende a scadenza il 4,85%. Taglio minimo negoziabile sia su Borsa Italiana che su EuroTLX, 50.000 euro.

 

Fondazione MPS avvia azione responsabilità contro ex amministratori

 

montedeipaschi

Fra le varie notizie di rilievo, in attesa che il prossimo 11 marzo il Cda di Monte dei Paschi esamini il progetto di bilancio, vale la pena ricordare l’azione di responsabilità avviata dai soci contro gli ex amministratori della banca senese.  La fondazione Monte dei Paschi, azionista di maggioranza di Banca Mps, ha infatti deciso di avviare l’azione di responsabilità verso i componenti della deputazione amministratrice delle due precedenti gestioni, verso l’advisor che aveva nel 2008 e nei confronti delle banche che hanno erogato il prestito da 600 milioni per finanziare la copertura dell’aumento di MPS del 2011. La deputazione generale -si apprende da un comunicato – ha esaminato e condiviso un parere legale che ritiene sussistenti i profili di responsabilità “connessi alla sottoscrizione da parte della Fondazione, in via indiretta, dell’aumento di capitale riservato della Banca MPS del 2008, nonché connessi alla contrazione di un debito per l’importo di 600 milioni di euro funzionale alla sottoscrizione, da parte della Fondazione, dell’aumento di capitale ordinario della Banca MPS del 2011“. Per questa prima operazione del 2008, si legge nella nota, l’esercizio dell’azione di responsabilità riguarda “componenti della Deputazione Amministratrice allora in carica e dell’advisor della Fondazione”, mentre, circa la seconda operazione del 2011 l’azione riguarda i componenti della DA di allora, il provveditore “nonché le banche che hanno concesso il prestito”, dice la nota che non menziona ne’ le persone ne’ gli istituti. Jp Morgan, advisor e a capo di un pool di altre undici banche per quel prestito, non ha commentato. Secondo una fonte che sta seguendo il dossier, il danno per la Fondazione viene stimato in 381 milioni per l’operazione del 2008 e in 362 milioni per quella del 2011.

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Argomenti: Obbligazioni bancarie, Banca MPS, Obbligazioni subordinate

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