Bond mercati tornano riflessivi. Attesa per rating Standard& Poor’s sull’Italia

Attesa la conferma del rating di Standard & Poor’s sull’Italia. L’esito del referendum incombe però sulle prospettive di crescita del Paese

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Attesa la conferma del rating di Standard & Poor’s sull’Italia. L’esito del referendum incombe però sulle prospettive di crescita del Paese

Mercati più riflessivi dopo l’entusiasmo post elezioni di Donald Trump alla Casa Bianca. Le Borse europee trattano intorno alla parità, mentre lo spread Btp/Bund, sui cui pesano l’attesa per la revisione del rating di Standard & Poor’s sull’Italia e i timori sul referendum, continua ad allargarsi ed è ora a 167 punti base rispetto ai 163 di ieri.

“Dopo una prima fase di disperata rincorsa agli asset” post vittoria di Donlad Trump alle elezioni, commenta Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners, “gli investitori sembrano aver ripreso il controllo dei loro istinti e sono diventati piú selettivi e riflessivi”. Lo dimostrano i risultati dell’asta Bot a 12 mesi di ieri che ha visto i rendimenti restare schiacciati in territorio negativo sui minimi storici, mentre i mercati azionari sono tornati in una fase riflessiva, in attesa di avere maggiori informazioni sulle implicazioni della nuova era politica americana, ribadiscono gli economisti di Intesa Sanpaolo.

Rendimento Treasury USA sui massimi di gennaio

“E’ difficile credere al riassunto di questa settimana”, proseguono gli strategist di Unicredit, puntualizzando che Donald Trump ha vinto le elezioni, il rendimento del Treasury è salito sui massimi da gennaio e il Bund da aprile e sull’azionario il Dow Jones ha aggiornato i massimi storici. Comunque sia per gli esperti, anche se l’ottimismo dietro allo slancio dei mercati è fragile, sará difficile assistere a una brusca frenata di questi movimenti. “Sui mercati obbligazionari prosegue” infatti “il movimento verso curve piú ripide” dopo l’elezione di Trump. Il trend, spiegano gli economisti di Intesa Sanpaolo, è dovuto “ad aspettative di politiche reflazionistiche dominanti sui possibili rischi di svolta protezionistica sul commercio internazionale”.

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Argomenti: Ratings, Btp

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