Bond Mercati Emergenti, le opportunità più interessanti

Secondo gli analisti, i bond dei mercati emergenti restano appetibili. Alcune aree sono più promettenti di altre

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Secondo gli analisti, i bond dei mercati emergenti restano appetibili. Alcune aree sono più promettenti di altre

L’ultimo anno è stato molto positivo per i Mercati Emergenti fino a questo punto, anche se gli ultimi mesi si sono rivelati più difficili. Le performance assolute e relative sono state positive su tutto l’arco delle nostre strategie, che includono le valute, i bond corporate, i titoli inflation-linked e i bond absolute return.

Buona parte delle posizioni attive prese quest’anno stanno portando frutti, traducendosi in rendimenti superiori rispetto al mercato. In particolare – osserva Enzo Puntillo, responsabile delle strategie obbligazionarie per i mercati emergenti di GAM – il nostro posizionamento in Brasile si è dimostrato molto positivo. Abbiamo avuto un approccio toro sul mercato carioca per quasi due anni e abbiamo appena iniziato la transizione da bond nominali a titoli legati all’inflazione – una manovra fruttifera, per il confermarsi dell’incremento dell’inflazione attesa. Anche il mercato uruguaiano è stato fonte di alpha nonostante quest’ultimo si sia rivelato un affare “lento”, che ha richiesto molta pazienza prima di generare risultati. Alla fine, i dividendi reali sono scesi drasticamente fino al 2,5-3,0% da 5,0-5,5% e la nostra esposizione ci ha premiato. Il nostro posizionamento in Argentina è stato piuttosto dinamico.

 

5 motivi di ottimismo per i bond dei mercati emergenti

 

Sul mercato valutario – dice Puntillo – ci siamo esposti sul rinngit malese e, ormai da lungo tempo, sulla rupia indiana. Siamo stati long sul rublo russo che è stato molto ben considerato nel 2017. Dall’altro lato, la posizione detenuta in liquidità ha ridotto, seppur in modo limitato, parte dei guadagni sopra descritti: in un anno in cui la performance assoluta è arrivata comodamente alla doppia cifra, ogni punto percentuale di posizionamento in liquidità toglie più di 10 punti base alla perfomance rispetto a un investimento pieno. Detto questo, la posizione cash deve essere valutata in un contesto strategico di portafoglio, e pertanto non può essere considerata come un effettivo detrattore di performance.

Storicamente – prosegua Puntillo  – abbiamo assistito a divergenze significative della performance delle asset class basate su valuta forte e valuta locale a livello nazionale, e quest’anno non fa eccezione, considerato ad esempio il caso della Turchia in cui i bond in valuta locale sono calati del 6% circa, a fronte di un apprezzamento dei titoli in valuta forte dell’8% e oltre. Guardando alle prospettive future – conclude Puntillo – siamo strategicamente guardinghi ma rimaniamo ottimisti sul medio termine. La nostra cautela è dovuta a una combinazione di stagionalità (storicamente ottobre e novembre non sono mesi entusiasmanti) e consapevolezza che l’universo dei Mercati Emergenti ha attraversato un periodo di performance solide. Sul medio termine, come stiamo facendo da diverso tempo, rimaniamo invece concentrati sul processo di ribilanciamento esterno che sta interessando buona parte dei Paesi Emergenti: infatti, la forte correzione cui abbiamo assistito in termini di riduzione dei deficit di bilancia commerciale porta a significativi benefici in termini di momentum, crescita e stabilizzazione, e crediamo che sia ragionevoli aspettarsi che questi fattori continuino a supportare le performance nel prossimo futuro.

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Argomenti: Mercati Emergenti