Bond in lire turche: Société Générale rende il 10% per due anni

I bond in lire turche emessi da Société Générale si comprano all pari e si negoziano sul Mot (XS1526236580) per tagli da 3.000 TRY

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I bond in lire turche emessi da Société Générale si comprano all pari e si negoziano sul Mot (XS1526236580) per tagli da 3.000 TRY

Torna la fiducia degli investitori verso la Turchia. L’indice di fiducia nell’economia in Turchia è aumentato nel mese di febbraio del 6,8 per cento rispetto a gennaio. E’ quanto riferisce l’Istituto nazionale di statistica, secondo il quale la rinnovata fiducia nell’economia segue la ripresa registrata nel settore dei servizi, in quello dell’industria, delle costruzioni e del commercio al dettaglio.

Così, per chi è a caccia di obbligazioni ad alto rendimento in lire turche (TRY), da oggi c’è un nuovo bond emesso da Société Générale (SG Issuer) negoziabile presso Borsa Italiana e che gode di alta affidabilità sui mercati internazionali (rating A/A/A2).

 

Bond in lire turche Société Générale 10% 2019 caratteristiche

 

Société Générale ha emesso obbligazioni in lire turche per 90 milioni il 22 marzo 2017 collocandole al prezzo di 100. I bond Société Générale 10% 2019 (Isin XS1526236580), sono negoziabili per importi minimi di 3.000 lire turche, circa 750 euro, presso Borsa Italiana, segmento Mot, e sul mercato grigio OTC (over the counter) al prezzo di emissione per un rendimento a scadenza del 10%. Il bond paga una cedola a tasso fisso pari al 10% il 23 marzo di ogni anno e va a rimborso in unica soluzione il 23 marzo 2019. Benchè l’emittente sia pienamente affidabile in quanto a regolare pagamento di interessi e rimborso capitale, il rischio cambio non è da sottovalutare. Imposta sostitutiva al 26%.

Lira turca si è indebolita del 18% in un anno

 

La moneta della Turchia ha proseguito nella sua fase di recupero dai minimi nei confronti dell’euro nelle ultime tre settimane passando da 4,15 a 3,80 per poi ridiscendere verso quota 4.Il declino della lira turca negli ultimi 12 mesi è eclatante: ha perso il 18% nei confronti della moneta unica toccando i minimi degli ultimi 30 anni (secondo i dati elaborati da Bloomberg) nei confronti del dollaro Usa a quota 3,28.

Alla base della debolezza della valuta vi è l’instabilità politica successiva al tentato colpo di Stato della scorsa estate e i più recenti episodi di terrorismo che hanno allontanato gli investitori dalla Turchia. Ciò nonostante, le autorità monetarie di Ankara hanno fatto sapere di monitorare costantemente l’andamento dei cambi e di avere a disposizione ogni mezzo per poter difendere la loro moneta. Oltre a ciò vi sono le previsioni di rallentamento della crescita economica, come stimate dal Fondo Monetario Internazionale e dallo stesso governo turco che hanno rivisto al ribasso la crescita del Pil per il 2016 e 2017. Di contro, vi sono però le proiezioni degli analisti di Standard & Poor’s i quali sostengono che lo scenario peggiore è già stato ampiamente scontato dal mercato e hanno rivisto l’outlook sul rating del Paese da stabile a positivo.

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