Bond in lire turche: le obbligazioni BEI rendono 10% per tre mesi

Le obbligazioni in lire turche emesse dalla BEI con scadenza marzo 2017 (XS1038294531) rendono il 10%. Vale la pena rischiare?

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Le obbligazioni in lire turche emesse dalla BEI con scadenza marzo 2017 (XS1038294531) rendono il 10%. Vale la pena rischiare?

La lira turca (TRY) ha toccato nuovi minimi nei confronti del dollaro e dell’euro, salvo poi ritracciare. Per gli investitori affamati di rendimenti potrebbe essere una buona occasione investire in bond denominati in lire turche, così come potrebbe rivelarsi un grosso rischio. Le obbligazioni in lire turche offrono infatti rendimenti a doppia cifra, ma il rischio cambio è, in questo momento, fra i più alti fra le valute dei paesi emergenti.

Fra queste, le obbligazioni emesse dalla BEI sono fra le più gettonate dagli investitori, anche perché facilmente negoziabili per piccoli importi sui mercati regolamentati EuroTLX e MOT. Uno di questi è il bond con scadenza 3 marzo 2017 e cedola fissa al 10% che prezza intorno alla parità e offre un rendimento a meno di tre mesi vicino al 10%. Il bond (codice ISIN XS1038294531) è trattabile per importi minimi di 1.000 lire turche (TRY), cioè circa 270 euro e andrà a rimborso in unica soluzione. Fra i vantaggi dell’investimento c’è la solidità dell’emittente che gode di rating ai massimi livelli (AAA) da parte delle agenzie di internazionali di valutazione e la tassazione agevolata (12,5%) sui guadagni di borsa, cioè cedole e capital gain. Il rischio è che, in mancanza di adeguate coperture sul cambio alle quali sono abituati solo gli investitori professionali, si possa perdere l’intero guadagno in termini di rendimento da qui a tre mesi e magari anche qualcosa di più. Tutto dipende dall’andamento del cambio: se la lira turca continuerà a indebolirsi nei confronti delle monete forti, per l’investitore retail saranno guai.

Obbligazioni BEI in lire turche 10% 2017

Di base c’è che la moneta della Turchia ha proseguito nel suo declino nelle ultime settimane, toccando i minimi degli ultimi 30 anni (secondo i dati elaborati da Bloomberg) nei confronti del dollaro Usa a quota 3,28 e 3,69 nei confronti dell’euro. L’instabilità politica successiva al tentato colpo di Stato della scorsa estate ha portato finora al deprezzamento di oltre il 10% della lira turca e il trend non sembra essersi ancora arrestato, benchè le autorità monetarie di Ankara abbiano fatto sapere di monitorare costantemente l’andamento dei cambi e di avere a disposizione ogni mezzo per poter difendere la loro moneta. Oltre a ciò vi sono le previsioni di rallentamento della crescita economica, come stimate dal Fondo Monetario Internazionale e dallo stesso governo turco che hanno rivisto al ribasso la crescita del Pil per il 2016 e 2017. Di contro, vi sono però le proiezioni degli analisti di Standard & Poor’s i quali sostengono che lo scenario peggiore è già stato ampiamente scontato dal mercato e hanno rivisto l’outlook sul rating del Paese da stabile a positivo.

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Argomenti: Mercati Emergenti, Bond in lire turche, Obbligazioni sovranazionali

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