Bond: la soluzione floating

Per difendere il capitale in un contesto di rialzo dei tassi è bene guardare ai bond con rendimenti indicizzati

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Per difendere il capitale in un contesto di rialzo dei tassi è bene guardare ai bond con rendimenti indicizzati

Il controllo del rischio di tasso resta una priorità, soprattutto per chi gestisce un portafoglio obbligazionario. Il contesto Usa è chiaramente diverso da quello europeo, ed è in quest’ultimo ambiente che si annidano i maggiori rischi.

Nell’Eurozona in particolare, si legge su Milano Finanza, l’apertura della Bce ad aumenti dei tassi a breve dal prossimo anno, affiancata dall’uscita dal Qe e dall’attuale assenza di rendimenti, possono comportare seri problemi per chi detiene bond a media scadenza. Un modo per dribblare questi problemi è investire in titoli indicizzati ai tassi a breve, strumenti in grado di adattarsi a tassi crescenti, quelli con cui quasi certamente ci si dovrà confrontare nei prossimi anni. Le strategie short duration – che inglobano posizioni sistematicamente al ribasso sugli indici obbligazionari – risultano adatte solo per fare trading e non per posizioni a medio termine. Al contrario, l’acquisto di prodotti legati ai tassi a breve è una strategia molto semplice che al tempo stesso permette, in fasi di rialzo dei tassi, di eliminare il drawdown dei prezzi di bond a tasso fisso e di godere di condizioni di mercato più favorevoli nel tempo. L’area euro è tuttora penalizzata da rendimenti a scadenza molto compressi, e presumibilmente solo dal prossimo anno si potrà giocare tale carta con potenzialità maggiori. Anche in ambito Etf, attualmente il rendimento a scadenza di un prodotto indicizzato ai bond societari a tasso variabile in euro è prossimo allo zero.

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Argomenti: Macroeconomia