Bond: Italia attende giudizi Moody’s e Fitch sul debito

Atteso per stasera il giudizio di Moody's e Fitch sui conti dell'Italia. Rating atteso invariato per gli analisti, ma dubbi sul debito troppo elevato

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Atteso per stasera il giudizio di Moody's e Fitch sui conti dell'Italia. Rating atteso invariato per gli analisti, ma dubbi sul debito troppo elevato

Il rendimento del Btp decennale è fermo all’1,89% in attesa di Moody’s e Fitch che, dopo la chiusura dei mercati, si esprimeranno sul rating dell’Italia, rispettivamente a Baa2 con outlook negativo e a BBB con prospettive stabili.

Gli strategist di Unicredit non si aspettano “alcuna mossa nell’attuale fase post-elettorale, poichè le agenzie di rating probabilmente attenderanno ci capire meglio che tipo di politiche economiche metterá in atto il nuovo Governo, al fine di anticipare il loro potenziale impatto sul valutazione del Paese“. Allo stesso tempo, aggiungono gli esperti, “potrebbe essere prematuro” per Moody’s e Fitch “manifestare oggi qualsiasi preoccupazione riguardo alla difficoltá di formare un Governo e alle potenziali conseguenze nel percorso di aggiustamento fiscale che l’Italia deve seguire“.

In attesa di stasera, Fitch ha alzato le sue previsioni di crescita del Pil dell’Italia all’1,5% nel 2018 e nel 2019 (dall’1,3% stimato in precedenza), nonostante il debito pubblico resti elevato. Inoltre Standard & Poor’s esprimerá il suo giudizio anche sul rating del Portogallo. Secondo gli strategist di Unicredit l’agenzia dovrebbe alzare la raccomandazione di un notch a BBB con outlook stabile, allineandosi quindi alla valutazione di Fitch.

Infine gli investitori attendono la stima finale di febbraio dell’inflazione dell’Eurozona che dovrebbe confermare che l’indice dei prezzi al consumo è rallentato di un decimo all’1,2% dall’1,3% di gennaio, affermano gli economisti di Intesa Sanpaolo, aggiungendo che i prezzi sono attesi in aumento dello 0,2% m/m dopo il brusco calo di gennaio. L’indice core al netto di alimentari ed energia dovrebbe infine confermare la prima stima, che lo dava stabile all’1,2% rispetto al mese precedente. Nei prossimi mesi, concludono gli esperti, l’inflazione dovrebbe accelerare verso l’1,5%.

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Argomenti: Ratings

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