Bond indiani attesi in rialzo, ma occhi al cielo per le piogge monsoniche

Le obbligazioni di stato indiane continuano ad apprezzarsi sul mercato e il governo di Nuova Delhi ipotizza emissioni in valuta straniera, mentre la banca centrale potrebbe tagliare ancora i tassi. Ma molto dipenderà dalle piogge nella stagione dei monsoni.

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Le obbligazioni di stato indiane continuano ad apprezzarsi sul mercato e il governo di Nuova Delhi ipotizza emissioni in valuta straniera, mentre la banca centrale potrebbe tagliare ancora i tassi. Ma molto dipenderà dalle piogge nella stagione dei monsoni.

Anche l’India vive il suo calo dei rendimenti e per un’economia emergente non si tratta di un fenomeno scontato. La Reserve Bank of India ha già tagliato i tassi tre volte quest’anno, abbassandoli complessivamente di 75 punti base al 5,75% dal 6,50% a cui si attestavano alla fine del 2018. L’inflazione ad oggi consente di prevedere ulteriori tagli, essendo salita dal 2% di dicembre al 3,2% di giugno, ma rimanendo sotto il target del 4%.

E Deutsche Bank stima che i rendimenti a 10 anni scenderanno ai minimi dal 2009 nei prossimi mesi, abbassandosi al 6% entro dicembre e al 5,75% entro marzo.

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Al momento, il bond decennale offre il 6,33%, in calo di 112 punti base quest’anno. La scadenza a 2 anni rende il 6,12%, anch’essa in calo dal 7,04% di inizio anno, pur meno marcato a una novantina di punti. Il mercato si attende un ulteriore taglio dei tassi, ma molto dipenderà dall’andamento della stagione monsonica. Il livello delle precipitazioni al termine di giugno era rimasto decisamente inferiore ai 100 millimetri. Se anche luglio le piogge si confermeranno poco abbondanti, esitando un mese relativamente più asciutto della media storica, le coltivazioni in vaste aree del subcontinente asiatico rimarranno a secco di acqua e subiranno la siccità, con raccolti scarsi.

Per un’economia come l’India, l’eventuale andamento avverso dei raccolti implica carenza di generi di prima necessità e pressioni rialziste sui prezzi. Questo ridurrebbe i margini di manovra della banca centrale nel tagliare i tassi e a risentirne sarebbero anche le obbligazioni di stato, il cui trend di apprezzamento sui mercati rischierebbe di interrompersi o di proseguire più lentamente.

Attesa per emissioni in valuta estera

Fatto sta che la fame di rendimento nel mondo sta premiando anche i titoli in rupie indiane, con il trentennale stesso ad essere sceso al 6,69% dal 7,65% di fine 2018. Tutta la curva delle scadenze sta beneficiando del calo dei rendimenti, tant’è che il governo di Nuova Delhi ha fatto trapelare l’intenzione di rivolgersi al mercato estero con l’emissione di bond in valuta straniera per allargare la base degli investitori.

Diversi economisti e qualche ex banchiere centrale indiani si sono espressi contro una simile svolta, paventando rischi di esposizione del debito sovrano al cambio. Contro il dollaro, la rupia ha guadagnato quest’anno circa l’1%, avvantaggiandosi delle attese espansive riguardo alla politica monetaria della Federal Reserve.

Si specula sull’emissione di un bond in dollari per 10 miliardi tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2020. Sarebbe un’occasione ghiotta per gli investitori stranieri in cerca di rendimento, dato che l’indebitamento avverrebbe a costi superiori a quelli esitati dal Treasury di pari durata. Tuttavia, bisognerebbe tenere conto dei rischi connessi all’operazione, perché le riserve della banca centrale indiana ammontano a circa tre quarti delle esposizioni in valuta estera dell’economia domestica. Insomma, nel caso di forte deprezzamento della rupia, non si potrebbero escludere difficoltà di Nuova Delhi nell’onorare simili scadenze. E il cambio nell’ultimo decennio ha perso la media di quasi il 3% all’anno contro il dollaro.

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