Bond in dollari neozelandesi: Goldman Sachs 4% al via sul MOT

L’obbligazione bancaria (XS1213053991) è negoziabile presso Borsa Italiana per tagli da 2.000 NZD. Convenienza e rischi dell’investimento

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L’obbligazione bancaria (XS1213053991) è negoziabile presso Borsa Italiana per tagli da 2.000 NZD. Convenienza e rischi dell’investimento

Borsa Italiana annuncia l’avvio della negoziazione di nuovi bond in dollari neozelandesi (NZD). Si tratta per la precisione di una emissione della famosa banca d’affari americana Goldman Sachs che ha piazzato sul mercato una piccola emissione da 50 milioni nominali. Goldman Sachs ha raccolto nuovi fondi sul mercato neozelandese approfittando della debolezza della valuta locale in previsione di un rialzo del costo del denaro da parte della Banca Centrale. Manovra che potrebbe avvenire già entro la fine dell’estate con un rialzo del tasso di sconto sulla valuta locale dal 3,25 al 3,50%, secondo gli esperti, in virtù di un’accelerazione dei ritmi di crescita dell’economia della Nuova Zelanda.   Obbligazioni Goldman Sachs NZD 4% 2021   La nuova obbligazione in dollari neozelandesi (codice Isin XS1213053991 ) sarà negoziabile sul segmento ExtraMOT di Borsa Italiana per tagli minimi di 2.000 dollari australiani dal 22 luglio 2015. Il titolo è senior unsecured e gode di rating investment grade A per Standard & Poor’s e A2 per Moody’s.  Le obbligazioni fruttano interessi annui lordi pari al 4,0% del valore nominale del prestito il 13 luglio di ogni anno fino al 2021 (data di rimborso. L’obbligazione bancaria non è rischiosa, anzi l’emittente gode di ottime credenziali e di una solida struttura patrimoniale. L’unico fattore di rischio è dato dal cambio con il dollaro australiano. Benchè la valuta locale non sia oggetto di elevata volatilità, è bene tenere presente che le oscillazioni nei confronti dell’euro possono produrre delle perdite in conto capitale o  di interessi. Tuttavia, secondo gli analisti del forex, negli ultimi 3 mesi il dollaro neozelandese si è deprezzato del 18% nei confronti dell’euro arrivando a quota 1,65 per 1 euro, valore che rispecchia il cambio storico medio degli ultimi 5 anni.

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