Bond high yield: Aston Martin crolla dopo i conti

Il rendimento dell’obbligazione in sterline è salito a 11%. Il livello di liquidità è sotto pressione, ma per gli analisti non ci sono rischi nel breve periodo

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Il rendimento dell’obbligazione in sterline è salito a 11%. Il livello di liquidità è sotto pressione, ma per gli analisti non ci sono rischi nel breve periodo

Aston Martin è in difficoltà. La crisi economica non risparmia nemmeno il settore delle auto di lusso con la celebre casa automobilistica inglese finita sotto il tiro incrociato degli analisti e dei fondi dopo la deludente performance trimestrale. Aston Martin ha infatti riportato al 30 settembre 2014 una caduta dei volumi di vendita che sfiora il 16% e un crollo dei ricavi di oltre il 21%. Causa principale – spiga la società – è stata la contrazione delle vendite in Cina e il richiamo di oltre 17.000 vetture difettose vendute fra il 2007 e il 2013 (i tre quarti del totale). Una batosta per una casa automobilistica che fattura poco più di 500 milioni di sterline all’anno e che si è tradotto  in una perdita netta di 9,5 milioni di sterline nei primi nove mesi dell’anno dopo che il gruppo di Gaydon ha bruciato 108 milioni di sterline.   Obbligazioni Aston Martin Capital 9,25% 2018   Inevitabili le ripercussioni sul bond high yield Aston Martin Capital da 304 milioni di sterline (XS0639175248). Il titolo, che matura nel 2018 e paga un coupon a tasso fisso pari al 9,25%, è crollato di quasi 10 punti, passando da 105 a 95,50 per un rendimento a scadenza che sfiora ora l’11%. Il rendimento sale al 23% se si proietta la maturazione alla data della prima call il prossimo 15 luglio 2015 a 104,625. Il bond è quotato alla borsa del Lussemburgo e di Londra, negoziabile per importi minimi di 100.000 sterline (Gbp) ed è garantito direttamente dalla società automobilistica. La cedola viene pagata semestralmente il 15 gennaio e 15 luglio di ogni anno. Il rating è speculativo e classificato come “B” nella scaletta dei valori di Standard & Poor’s, ma potrebbe peggiorare qualora le vendite di Aston Martin non dovessero tornare ai livelli più consoni in Cina e venisse a mancare liquidità per sostenere gli investimenti.   Aston Martin, il giudizio degli analisti   [fumettoforumright]Nonostante Aston Martin abbia bruciato cassa nei primi nove mesi dell’anno riportando un cash flow negativo per 44 milioni – osservano gli analisti di CreditSights – il livello di liquidità nel breve termine rimane solido.

Al 30 settembre Aston Martin aveva in cassa più di 74 milioni di sterline (115 un anno prima), sufficienti a completare il programma d’investimenti per il 2014, pari a 110 milioni. Anche perché l’ultimo trimestre dell’anno è generalmente il più profittevole per la casa automobilistica e l’emittente non ha scadenze o rimborsi nel breve periodo. Il problema potrebbe presentarsi nel 2016-2017 – precisano gli analisti – semmai le vendite in Cina non dovessero tornare a crescere, anche perché poi, nel 2018, andrà a rimborso il bond high yield da 304 milioni insieme a un prestito obbligazionario PIK da 165 milioni emesso nel 2012. La stessa Aston Martin ha precisato in un comunicato che esistono delle difficoltà, ma che si attende una ripresa delle vendite in Cina a partire dal prossimo anno.

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