Bond: come guadagnare coi tassi negativi

Le obbligazioni che offrono tassi negativi possono essere sfruttate per ottenere minusvalenze evitando di pagare imposte

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Le obbligazioni che offrono tassi negativi possono essere sfruttate per ottenere minusvalenze evitando di pagare imposte

Titoli di stato e obbligazioni a breve scadenza offrono ormai rendimenti negativi, quindi nessuno dovrebbe più acquistarli. Invece non è così. A parte gli investitori istituzionali che hanno convenienza a mettere in portafoglio Btp e bond, in alternativa ai depositi overnight della Bce, anche alcuni investitori retail acquistano titoli che  a scadenza non daranno alcuna remunerazione.  Il vantaggio non è immediato e diretto, ma solo ed esclusivamente fiscale. Non tutti sono al corrente dei meccanismi che regolano la tassazione sulle plusvalenze di borsa e la maggior parte dei risparmiatori si affida per queste cose al regime fiscale amministrato che le banche gestiscono per conto della clientela, salvo poi ritrovarsi a volte spiacevoli sorprese. Diverso è il caso del regime fiscale dichiarativo che l’investitore dovrà gestire autonomamente o affidarsi a un commercialista (non sempre all’altezza) per la dichiarazione delle plusvalenze di fine anno.

Come ottenere minusvalenze, un esempio pratico

E’ bene, quindi, sapere che ottenere da un investimento una minusvalenze investendo soprattutto in obbligazioni a breve termine che offrono rendimenti negativi a volte porta a un risparmio anche per chi comunemente si affida al regime fiscale amministrato. Facciamo un esempio pratico. Il Btp 4% febbraio 2017 (codice ISIN IT0004164775 ) si acquista a 101,85 e offre un rendimento negativo pari a 0,45%. Il bond incorpora una cedola del 4% lordo e andrà a rimborso a 100 fra pochi mesi. Ebbene, chi lo acquista ci perderà dei soldi nell’immediato, ma potrà realizzare una plusvalenza data dalla differenza di prezzo fra 101,85 e 100, cioè 1,85. Su un capitale investito di 100.000 euro nominali, incide per 1.850 euro che potranno essere utilizzati in compensazione di eventuali plusvalenze (soggette a tassazione di capital gain) che l’investitore prevede di realizzare successivamente alla data di rimborso del Btp 4% 2017. Nel caso del regime fiscale amministrato, infatti, la plusvalenza viene tassata immediatamente al momento della realizzazione e quindi la eventuale minusvalenza deve essere portata in compensazione prima.

Imparare a gestire il proprio portafoglio

Questo esempio pratico ci dimostra come, a fronte comunque di una remunerazione del capitale dovuta alle cedole, si possa evitare di versare immediatamente al fisco le tasse derivanti dai guadagni di borsa. Ovviamente occorre avere una piena visione della situazione contabile e fiscale del proprio portafoglio titoli e pianificare gli investimenti in maniera tale da poter gestire al meglio le scadenze fiscali derivanti dalla vendita degli strumenti finanziari. Un po’ come si fa con bollette e tasse per le quali ci si prepara sempre in anticipo prima della scadenza. Tutto è quindi commisurato al tempo: se un investitore prevede di realizzare una plusvalenza a maggio 2018, in assenza di minusvalenze da compensare, potrà quindi acquistare un bond con scadenza antecedente che gli permetta di ottenere una minusvalenza tale da bilanciare guadagni e perdite.

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Argomenti: Btp