Bond Grecia, rendimenti crollano ai minimi storici sulla sconfitta di Tsipras

Elezioni anticipate in Grecia dopo la sconfitta del governo Tsipras di ieri alle elezioni europee. E i mercati festeggiano, con i rendimenti a 10 anni crollati fino al 3%.

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Elezioni anticipate in Grecia dopo la sconfitta del governo Tsipras di ieri alle elezioni europee. E i mercati festeggiano, con i rendimenti a 10 anni crollati fino al 3%.

SYRIZA ha perso nettamente le elezioni europee. La formazione del premier Alexis Tsipras in Grecia ha ottenuto ieri il 24% dei consensi, 10 punti in meno di Nuova Democrazia, la principale forza di opposizione d’impronta conservatrice e guidata da Kyriakos Mitsotakis. Per questo, lo stesso premier ha riconosciuto la sconfitta e ha annunciato elezioni politiche anticipate rispetto alla data prevista formalmente per ottobre. I mercati hanno festeggiato sia l’esito che la prospettiva di un addio quanto prima della sinistra radicale al governo, con la Borsa di Atene che a metà seduta guadagna oltre il 6% e i rendimenti dei bond governativi a 10 anni ad essere crollati ai minimi storici nel corso della seduta, toccando un minimo del 3% e attualmente attestandosi al 3,15%, giù di 21 punti base dal 3,36% della chiusura di venerdì scorso.

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Ancora più marcato il crollo dei rendimenti a 5 anni, al momento in cui scriviamo sotto l’1,90%, dal 2,08% della seduta precedente. A queste condizioni, più semplice che venga riesumato il piano per l’emissione di un nuovo bond a 7 anni nel mese di giugno, archiviato apparentemente nelle ultime settimane, a seguito del deciso rialzo dei rendimenti sulle tensioni tra governo e creditori pubblici dell’Eurozona. Oggi come oggi, sul mercato la scadenza offrirebbe intorno al 2,50%.

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Quest’anno, la Grecia ha raccolto 5 miliardi di euro sui mercati, attraverso l’emissione di due bond a medio-lunga scadenza, ossia uno a 5 e un altro a 10 anni. Grazie a queste operazioni, il Tesoro di Atene dispone di sufficiente liquidità per onorare le scadenze fino almeno ai prossimi due anni.

Il ritorno di alcune tensioni sui mercati a maggio è stato dovuto al piano pre-elettorale di Tsipras, che punta a tagliare l’avanzo primario dal 3,5% al 2,5% del pil nel prossimo triennio, utilizzando il margine fiscale così ottenuto per aumentare le pensioni, l’IVA e non abbassare la soglia del reddito delle persone fisiche esentasse.

Anche Mitsotakis, probabile prossimo premier, promette da mesi di ridurre l’avanzo primario al 2,5%, ma concordando il target con i creditori pubblici, detentori dell’87% del debito pubblico ellenico e impiegando i margini per tagliare le tasse a imprese e famiglie, al fine di stimolare la crescita economica a oltre il 2% della media attuale. I mercati stanno premiando proprio questa visione, consapevoli che l’eccessiva austerità stia frenando il pil e al contempo che le maglie dei conti pubblici andrebbero allentate per abbassare la pressione fiscale.

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