Bond Grecia a 30 anni, è boom da maggio e i rendimenti collassano sotto i BTp

Il titolo con scadenza nel gennaio 2052 capta il ritorno all'ottimismo del mercato per Atene. I dati macro raccontano una verità mista.

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Bond Grecia a 30 anni, il boom

E’ un’estate particolare per Atene, tra ritorno dei turisti stranieri dopo i lunghi mesi di “lockdown” e nuovo boom dei contagi, specie proprio nelle località vacanziere. Tuttavia, a guardare ai bond della Grecia non si scorge alcun dubbio da parte degli investitori. Il pollice è puntato in alto senza se e senza ma. Il titolo a 30 anni, scadenza 24 gennaio 2052 e cedola 1,875% (ISIN: GR0138017836), ormai presenta una quotazione in area 113. A maggio, era scesa a 95 centesimi.

In poco più di due mesi e mezzo, il bond della Grecia a 30 anni si è apprezzato di quasi il 19%. Chi lo avesse acquistato ai minimi e rivenduto oggi, avrebbe anche incassato un rateo dello 0,4% afferente la cedola. Al netto della tassazione, il guadagno complessivo sarebbe stato di poco inferiore al 17%. Tutto questo, vogliamo ripeterlo, in appena due mesi e mezzo.

Attualmente, il bond della Grecia 2052 offre un rendimento dell’1,28%. Esso si confronta con l’1,58% dell’omologo BTp. Dunque, lo spread è sfavorevole ai nostri titoli di stato trentennale di 30 punti base o 0,30%. Pensate che quando il titolo fu emesso da Atene verso la fine del marzo scorso, debuttò sul mercato secondario con un rendimento dell’1,88% e una quotazione leggermente sotto la pari. Allora, il nostro BTp a 30 anni offriva l’1,66%, per cui lo spread su questo tratto della curva era a noi favorevole di oltre una ventina di punti.

Bond Grecia rafforzati dalla bassa inflazione?

Cosa potrebbe avere favorito la corsa dei bond della Grecia più veloce di quella italiana? Probabile che abbia inciso in misura determinante il fattore inflazione. Fino ad aprile, l’economia ellenica era rimasta in deflazione, dalla quale l’Italia era uscita già a gennaio.

A luglio, la crescita tendenziale dei prezzi al consumo da noi è stata dell’1,8%, dato che si confronta con l’1% di giugno di Atene. Diciamo che il mercato obbligazionario pretenderebbe qualcosa di più per i rendimenti nominali dei nostri bond, in quanto sconta un’inflazione più alta.

Al di là di tutto, non dobbiamo mai dimenticare i fondamentali macro. La Grecia ha un rapporto debito/PIL di quasi il 210% contro il 160% dell’Italia. D’altra parte, è esposta per l’80% verso i creditori pubblici e possiede oltre una trentina di miliardi di liquidità con cui rassicurare gli obbligazionisti circa le prossime scadenze a medio termine. Anche l’economia ellenica dovrebbe rimbalzare quest’anno. Già nel primo semestre aveva messo a segno un +4,4% congiunturale e la UE stima un PIL fino a +5,5% per l’intero 2021 dopo il -8,2% del 2020. Il boom del turismo dovrebbe darle una mano.

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