Bond General Electric in dollari australiani: 5% di rendimento

Collocato con successo dalla multinazionale USA General Elecrtric un bond in valuta. Cedola al 4,75% fino al 2016 e taglio minimo da 1.000 dollari per il capitale al riparo dalle turbolenze in Europa

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Collocato con successo dalla multinazionale USA General Elecrtric un bond in valuta. Cedola al 4,75% fino al 2016 e taglio minimo da 1.000 dollari per il capitale al riparo dalle turbolenze in Europa

L’Australia non è solo terra di canguri, ma anche un continente al riparo dalla crisi economica internazionale. Lo dimostrano i dati relativi all’economia dell’isola e soprattutto la forza della sua valuta, il dollaro australiano, che negli ultimi tre anni, da quando l’economia europea ha iniziato a incepparsi, si è rafforzato del 20% nei confronti della moneta unica. Ma lo dimostrano anche i recenti dati sulla crescita del prodotto interno lordo che ha battuto ogni più rose aspettativa. Il Pil dell’Australia è infatti cresciuto nel primo trimestre del 2012 dell’1,3% contro una previsione dello 0,6% con un aumento del 4,3% su base annua. Premesso questo, andiamo a parlare oggi di una particolare obbligazione corporate appena emessa da General Electric in dollari australiani che offre un rendimento vicino al 5% e che ci potrà far dormire sonni tranquilli per i prossimi quattro anni. Da un lato abbiamo un emittente americano di sicura solidità patrimoniale e finanziaria, un conglomerato molto diversificato, principalmente attivo nel settore industriale (turbine e motori per aerei), finanziario, immobiliare e dei servizi, presente in tutti i paesi del mondo, con una capitalizzazione di borsa superiore ai 200 miliardi di dollari e un giro d’affari per 140. dall’altro, invece, c’è la forza del dollaro australiano nei confronti delle principali valute mondiali, cosa che potrebbe tornare ulteriormente a vantaggio dell’investitore qualora la crisi europea dovesse peggiorare e l’euro indebolirsi ulteriormente. Il fattore cambio rimane tuttavia un rischio da tenere sempre in considerazione, ma – secondo gli esperti – anche se la forza della valuta australiana dovesse essere arrivata all’epilogo, non è detto che la tendenza vada ad invertirsi essendo che gli scambi commerciali e le esportazioni del continente si realizzano più che altro in dollari americani il cui rapporto di cambio risulta più stabile.

 

Obbligazione GE Capital Australi Funding 4.75% 2016

 

Cambio Euro/Dollaro Australiano

E veniamo al bond. L’emittente è General Electric Capital Australia Funding, società di diritto australiano interamente controllata dalla General Electric Corporation, che beneficia del rating AA- di Standard & Poor’s. Il titolo (Isin: XS0790004344), listato al London Stock Exchange, è stato appena emesso per un importo di 275 milioni di dollari australiani (AUD) ed è trattabile per importi minimi di 1.000 dollari nominali, quindi per tutte le tasche. Collocato al prezzo di 99,45, rende il 4,90% a scadenza per una durata di quattro anni, cioè fino al 14 giugno 2016. La cedola fissa del 4,75% viene staccata il 14 giugno. Il collocamento di questa nuova obbligazione servirà principalmente per finanziare le attività di General Electric in Australia, ma anche per assorbire parte del debito in scadenza e non è escluso – come sostiene Jeff Kautz  di Pioneer Investmenst – che presto possa essere rimborsato anticipatamente di 18 mesi rispetto alla naturale scadenza anche l’atro bond GE in dollari australiani per un ammontare di 150 milioni emesso nel 2010 (Isin XS0569025629) che matura un interesse annuo del 7%. Il movimento di prezzo quest’ultimo e lo schiacciamento del rendimento verso il basso, lascia infatti intravvedere questa possibilità.

 

Ricavi General Electric a 35 mld di dollari nel primo trimestre 2012

 

Escluse le operazioni straordinarie, i ricavi di General Electric nel primo trimestre del 2012 sono aumentati del 4% a quota 35,18 miliardi di dollari superando le attese della vigilia (gli analisti avevano previsto in media un utile di 0,33 dollari per azione e ricavi di 34,7 miliardi). I ricavi del settore industriale – sottolinea la compagnia – sono cresciuti nel trimestre del 14% e la forza del portafoglio è stata avvalorata da una crescita degli ordini del 20% a quota 23,1 miliardi. A meno di sorprese negative, General Electric ritiene di essere sulla strada giusta per generare una crescita in doppia cifra degli utili sia per la divisione Industrial che per la divisione GE Capital.

“Abbiamo identificato in precedenza due importanti catalizzatori per i nostri azionisti – ha detto il presidente e ceo Jeff Immelt – e cioè la crescita in doppia cifra degli utili della divisione Industrial e il ritorno di Ge Capital a pagare dividendi alla casa madre. I risultati trimestrali dimostrano che GE sta raggiungendo gli obiettivi di crescita della divisione Industrial e che Ge Capital continua a rafforzarsi”

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