Bond: tutto fermo in attesa della Fed

Atteso un rialzo dei tassi USA di 0,25%. Attenzione alla curva dei rendimenti dei bond in dollari

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Atteso un rialzo dei tassi USA di 0,25%. Attenzione alla curva dei rendimenti dei bond in dollari

Lo spread Btp/Bund tratta pressochè invariato a 131,354 punti base rispetto ai 131,263 pb della chiusura di ieri in attesa degli esiti della riunione del Fomc.

Gli strategist di Ing, vista l’assenza di dati macroeconomici significativi nella seduta odierna, non si aspettano che il rendimento del Bund decennale, ora allo 0,59%, superi il livello allo 0,6% prima della fine del meeting del Fomc. Per gli esperti l’unico fattore che potrebbe impattare sull’obbligazionario di Berlino sará l’asta di Bund a 10 anni, di ammontare pari a 3 miliardi di euro, prevista stamattina.

La riunione del Fomc di marzo dovrebbe concludersi con un rialzo dei tassi di 25 punti base, del tutto scontato, con indicazioni di rischi ora realmente duplici e con modifiche moderatamente da falco alla guidance per il periodo 2017-20“, affermano gli economisti di Intesa Sanpaolo, puntualizzando che “le principali novitá dovrebbero venire dall’aggiornamento delle proiezioni economiche e dallo spostamento verso l’alto dei tassi nel grafico a punti. Revisioni verso l’alto della crescita nel 2018-19 e un modesto rialzo dell’inflazione core a fine 2018, al 2%, dovrebbero determinare una migrazione delle colombe del Fomc verso piú rialzi nel triennio previsivo“.

Secondo gli esperti “ci potrebbe essere uno spostamento verso l’alto della mediana del 2019 e forse di quella del 2020, con un rialzo in piú in ciascun anno. Per il 2018, per ora sembra probabile che, nonostante una minore dispersione e un aumento del livello di molti punti, la mediana resti ancora a tre rialzi, con rischi di un passaggio a quattro se nei prossimi mesi si avranno segnali di significativa accelerazione dell’inflazione“.

Il mercato si aspetta un rialzo dei tassi di interesse di 25 punti base nella riunione odierna del Fomc e anche secondo gli strategist di Unicredit i membri del braccio operativo della Fed probabilmente rivedranno al rialzo le stime di crescita degli Usa per incorporare l’impatto positivo degli stimoli fiscali voluti dall’amministrazione Trump. Secondo gli esperti poi, alcuni membri potrebbero alzare le loro previsioni sui tassi di interesse. La media del grafico a punti potrebbe salire verso il 3% nel lungo termine, ma per gli strategist è difficile prevedere se nel 2018 la Banca centrale segnalerá tre aumenti del costo del denaro oppure quattro.

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Argomenti: Macroeconomia