Bond: fase positiva obbligazionario volge al termine

Il rialzo dei tassi Fed e il rallentamento del quantitative easing della Bce metteranno a nudo i reali rendimenti dei bond sui mercati

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il rialzo dei tassi Fed e il rallentamento del quantitative easing della Bce metteranno a nudo i reali rendimenti dei bond sui mercati

È improbabile che il trend “rialzista che ha caratterizzato contemporaneamente sia il mercato azionario sia quello obbligazionario” duri nel tempo, dal momento che “man mano che la politica monetaria viene normalizzata, la fase positiva di quest’ultimo volge al termine“. Lo afferma Larry Hatheway, capo economista di Gam, sottolineando che negli ultimi anni, “il tradizionale portafoglio 60-40” tra azioni e obbligazioni ha “offerto rendimenti eccezionali” ma che se, “come sembra probabile, a un certo punto l’aggiustamento dovesse rivelarsi volatile, gli investitori metteranno in dubbio il valore di investire in strumenti a basso costo, piuttosto che su un insieme ben diversificato di partecipazioni“.

 

Per i gestori, il mercato dei bond è sopravvalutato

 

L’83% dei gestori ritiene che il mercato obbligazionario sia sopravvalutato. E’ quanto è emerso dall’ultimo sondaggio tra big money condotto da BofA Merrill Lynch, che ha messo anche in luce il fatto che i due terzi dei gestori si aspettano che la riforma fiscale Usa porterà a rendimenti più alti nei mercati dei bond. D’altronde gli Stati Uniti nel 2018 dovranno collocare un ammontare di bond più alto degli ultimi otto anni ed è probabile che per convincere gli investitori dovranno offrire rendimenti più allettanti. In base a stime di JP Morgan Chase le emissioni nette del Tesoro Usa nel 2018 si attesteranno a 1,3 mila miliardi di dollari, il doppio rispetto a quest’anno. Con la Fed che riduce il suo bilancio e l’impatto della riforma fiscale, tutto indica un movimento al rialzo del costo del finanziamento.

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Argomenti: Macroeconomia