Bond Eurozona, tre spunti “bullish” arrivati dalla BCE in poche ore

Dichiarazioni favorevoli ai titoli di stato e corporate dell'Eurozona arrivate nelle ultime ore dalla BCE, così come dalla Germania.

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Dichiarazioni favorevoli ai titoli di stato e corporate dell'Eurozona arrivate nelle ultime ore dalla BCE, così come dalla Germania.

Dovrà essere la Bundesbank a stabilire se si riterrà soddisfatta o meno della risposta che la BCE le fornirà con riguardo al rispetto del principio di proporzionalità perseguito negli acquisti di assets con il “quantitative easing”. Lo ha dichiarato Peter Huber, giudice costituzionale tedesco, in un’intervista per il Frankfurter Allgemeine Zeitung. La materia non riguarda più la Corte di Karlsruhe, ha spiegato. Parole, che stemperano di molto la tensione con l’istituto, quando manca poco più di un mese alla fine dell’ultimatum posto dall’Alta Corte tedesca per fare chiarezza sull’ottemperanza della politica monetaria ai Trattati, in assenza della quale la Bundesbank dovrebbe cessare gli acquisti di Bund e iniziare a rivendere quelli in portafoglio.

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Una mano tesa quella di Karlsruhe a Francoforte, che dovrebbe rasserenare il clima tra le parti e agevolare la risposta del board presieduto da Christine Lagarde. Nel frattempo, il governatore francese François Villeroy de Galhau ha allontanato l’ipotesi che la BCE possa acquistare obbligazioni “spazzatura” del tipo “angeli caduti”, cioè quel debito retrocesso sotto il rating “BBB-“, pur precisando che l’istituto dovrebbe trovare il mondo di sganciarsi dalla dipendenza verso le agenzie di valutazione e notando, tra le altre cose, che nel caso di declassamento a “junk” di debito sano per via della crisi, la tendenza negativa (per il mercato) si accentuerebbe.

In altre parole, da una negazione iniziale Villeroy è arrivato a far intendere che la BCE si tenga pronta a inserire i titoli declassati di recente a un rating “non investment grade”. Una mano santa per i BTp, che rischiano di fare questa fine da qui a breve.

Ad aprile, aveva già stabilito che accetterà come collaterale quelle obbligazioni con rating fino a “BB”, purché godessero di una valutazione “investment grade” fino al 7 aprile scorso.

L’espediente tecnico dell’inflazione

Infine, sempre il francese ha sostenuto la necessità per i governi di iniziare a ridurre i debiti solo dopo che la ripresa si sarà avviata, evitando di ripetere l’errore di 10 anni fa, quando l’austerità fiscale venne perseguita troppo presto, a suo dire. A tale proposito, il banchiere ritiene che la profonda recessione in corso accentui i rischi deflattivi e che nei prossimi mesi dovrebbe essere precisato meglio l’obiettivo d’inflazione della BCE, evidenziandosene la natura “simmetrica”, così da renderlo più credibile. Cosa significa? Francoforte sarebbe disposta a tollerare tassi d’inflazione superiori al 2% per un bel po’, tenuto conto che non riesca a centrare il target di una crescita tendenziale dei prezzi di poco inferiore al 2% da oltre 7 anni.

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Nel complesso, abbiamo tre dichiarazioni “bullish” per il mercato obbligazionario dell’area. Anzitutto, lo scenario di uno scontro tra BCE e Corte Costituzionale tedesca viene stemperato e le ipotesi più estreme diventano più remote. Secondariamente, il debito di peggiore qualità troverebbe sostegno nel caso in cui le condizioni macro si deteriorassero ulteriormente e, terzo, attraverso l’espediente tecnico dell’inflation targeting si darà una mano al mercato per un periodo molto più lungo di quanto forse immaginiamo. I tassi rimarranno bassi e gli acquisti proseguiranno fino a quando l’inflazione nell’area non tornerà stabilmente ancorata all’obiettivo, salendo per un lasso di tempo anche non breve sopra il 2%. E al momento l’inflazione risulta azzerata.

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