Bond Enel: i rendimenti tengono ma il debito aumenta

Calano i ricavi (-6,5%), crollano gli utili (-19%) e sale l’indebitamento (+8%). Le obbligazioni del colosso energetico italiano restano un porto sicuro, le azioni un po’ meno

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Calano i ricavi (-6,5%), crollano gli utili (-19%) e sale l’indebitamento (+8%). Le obbligazioni del colosso energetico italiano restano un porto sicuro, le azioni un po’ meno

Crollo in borsa per le azioni ENEL (-6%) dopo la pubblicazione dei conti dei primi nove mesi dell’anno. Sul fronte obbligazionario, invece, i titoli del colosso energetico italiano sembrano reggere il colpo. I prezzi dei bond, all’indomani della revisione della guidance sul debito che dovrebbe salire di circa 3 miliardi per la fine del 2014, non hanno subito contraccolpi. Fra i titoli più corti, il prestito in euro Enel Finance International 4,63% giugno 2015 (XS0695403765) offre un rendimento annuo lordo del 2,31%. Prezzi stabili anche sulla parte più lunga della curva, con il bond in sterline 5,75% 2040 (XS0452187320) che scambia intorno a 115. E anche il rating (BBB per Standard & Poor’s e Baa2 per Moody’s) non è compromesso o in fase di revisione.   Dividendo ridimensionato nel 2015?   Come mai, allora, questo crollo delle azioni mentre le obbligazioni restano stabili? Secondo gli analisti, l’aumento del debito di ENEL rischia di compromettere il dividendo che potrebbe calare nel 2015, mentre per il pagamento delle cedole non ci sono problemi. La spiegazione, però, potrebbe anche essere data dal fatto che le dismissioni previste dal piano industriale continuano a subire ritardi. Più nel dettaglio, gli analisti di Mediobanca Securities notano come la società abbia aumentato la guidance sul debito a fine anno, da 37 a 39-40 miliardi di euro, per tener conto di un effetto cambi negativo, del costo di trasferire Enersis da Endesa ad Enel, di un certo maggiore capex e di un deterioramento del capitale circolante. In generale, “guardando all’intero gruppo Enel, la nostra visione è che Enel G.P. sia la principale area in cui la società sta già conseguendo gli obiettivi e potrebbe cercare di catturare una certa crescita significativa, per compensare uno scenario nella sua attività tradizionale di generazione” caratterizzato da sovracapacità, calo della domanda e debolezza dei prezzi dell’elettricità.   Enel, meno ricavi e utili giù del 19%   [fumettoforumright]Gli analisti di Banca Akros, invece, evidenziano i conti dei primi nove mesi del 2014 “in calo” e la “più alta guidance sul debito”. Gli esperti confermano la loro “visione neutrale sul titolo, tenuto conto che la revisione della guidance sul debito è una notizia negativa per la società, anche se ci sono ancora possibili trigger. I catalizzatori chiave restano l’esecuzione del piano di cessioni e il processo di ristrutturazione in atto”. Enel ha realizzato nei primi 9 mesi dell’anno un utile netto ordinario del Gruppo pari a 1,87 miliardi di euro (2,307 miliardi nei primi nove mesi del 2013, -18,9% a/a). I ricavi consolidati nei primi 9 mesi del 2014 sono stati pari a 54,075 miliardi (57,836 nei primi nove mesi del 2013, -6,5% a/a), mentre l’Ebitda si è attestato a 11,608 miliardi (11,966 nei 9 mesi del 2013, -3% a/a) e l’Ebit a 7,155 miliardi (7,352 nei primi nove mesi del 2013, -2,7% a/a).   In calo i flussi di cassa di Enel nei primi nove mesi   Fidentiis ha tagliato sul titolo il rating a sell. Gli analisti evidenziano che “Enel ha peggiorato in modo consistente la sua guidance sul debito netto 2014”. Tra i motivi alla base di questo cambiamento gli esperti riportano l’acquisizione di Enersis, l’incremento delle spese per investimenti in Enel G.P. per un valore di 300 milioni, minori flussi di cassa derivanti dalla cessioni (400 milioni) e un effetto negativo del cambio (1,3 miliardi euro). Per Fidentiis si tratta di “un colpo alla credibilità” dal momento che le spiegazioni fornite dalla società non sono state convincenti: “l’acquisizione di Enersis è stata annunciata nella conference call del 1° semestre e quindi le conseguenze di questa mossa dovevano essere state già considerate, i crescenti investimenti in Enel G.P. sono stati bilanciati dal minor Capex in altre aree, il minore flusso di cassa derivante dalle cessioni rappresenta un altro target mancato e l’effetto del cambio è molto significativo ma solleva alcuni interrogativi” su questo problema. Gli esperti hanno quindi rivisto le stime sul debito netto a 40 miliardi di euro e hanno tagliato le previsioni sull’Eps 2015 del 3,5%. Comunque, il vero problema per Fidentiis è che Enel non ha generato abbastanza flussi di cassa nei primi 9 mesi dell’anno.

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Argomenti: Obbligazioni societarie, Obbligazioni ENEL, Ratings

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