Bond emessi con la tecnologia dei Bitcoin, così la Thailandia rivoluziona il futuro

Blockchain per emettere obbligazioni più sicure. La Thailandia apre la strada all'innovazione sui mercati finanziari, rivoluzionando il futuro dei bond.

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Blockchain per emettere obbligazioni più sicure. La Thailandia apre la strada all'innovazione sui mercati finanziari, rivoluzionando il futuro dei bond.

Giovedì scorso, il Ministero delle Finanze della Thailandia ha annunciato l’emissione di un bond da 200 milioni di baht (circa 5,5 milioni di euro) a 3 anni e con cedola fissa dell’1,70%. La novità sta nelle modalità dell’emissione, che avverrà attraverso la tecnologia “blockchain”, quella sottesa ai Bitcoin. Letteralmente “catena di blocchi”, viene considerata ormai da anni la vera rivoluzione che sta dietro alla principale moneta digitale al mondo. Essa può essere considerata una sorta di mega-registro digitale, nel quale le operazioni vengono registrate in tempo reale e risultano visibili a tutti, pur preservando l’anonimato di chi le conduce, grazie al codice alfanumerico assegnato a ciascun trader.

La vera rivoluzione non è Bitcoin, ma la blockchain

Una delle conseguenze immediate dell’applicazione della blockchain alle emissioni di obbligazioni sovrane thailandesi è il taglio minimo acquistabile, ridotto ad appena 1 baht (meno di 3 centesimi di euro), quando ordinariamente esso è pari a 1.000 baht (quasi 30 euro). Il massimo acquistabile per ciascuno, invece, è stato fissato a 500.000 baht.

Perché parliamo di una vera rivoluzione? Il mercato obbligazionario, come del resto vale per gli altri assets scambiati, è spesso caratterizzato da inefficienze e non mancano i tentativi di frode, che qualche volta vanno pure a buon fine. Con questa tecnologia, non sarà più possibile barare per chi intende vendere un bond, perché automaticamente la blockchain registrerà l’operazione e non saranno più possibili altre vendite senza che si abbia il possesso dei titoli.

La rivoluzione della blockchain

Grazie a questa trasparenza, viene meno la necessità per gli emittenti di avvalersi di intermediari per collocare i propri titoli del debito sul mercato. E ciò abbasserà i costi delle emissioni, rappresentate dalle commissioni che governi, società e banche sono tenuti a pagare agli istituti di credito per piazzare le obbligazioni tra gli investitori istituzionali e individuali.

In un certo senso, siamo dinnanzi a uno scenario che spariglia il business, aumentando l’efficienza e minacciando i profitti delle banche nella loro qualità di controparte per emittenti ed acquirenti allo stesso tempo.

Nel codice stesso delle obbligazioni emesse con la blockchain saranno incorporati scadenza, cedola e valore nominale, rendendo possibile per gli emittenti provvedere anche alla distribuzione delle cedole periodiche senza avvalersi del supporto delle banche. Nel caso di Bangkok, l’emissione avverrà attraverso la Krung Thai Bank, che è un istituto totalmente in mano allo stato. L’obiettivo sembra di verificare l’appetito del mercato per questa tipologia di emissioni, dopo che di recente anche la locale Toyota si è avvalsa di questa tecnologia per emettere debito, così come la borsa domestica ha annunciato il lancio di una piattaforma per assets tradati con la blockchain. E l’Associazione per il Mercato dei Bond Thailandese ha fatto sapere che adotterà questa modalità per la registrazione delle obbligazioni.

Blockchain sta trovando impiego sempre più diffuso nel mondo della finanza e del commercio. Si pensi solamente alla rivoluzione incipiente sul mercato dei diamanti, dove ogni pietra può essere tracciata sin dalla sua estrazione, eliminando o minimizzando il rischio di provenienze indesiderate. In generale, questa tecnologia garantirebbe gli scambi, riducendo le frodi e i tempi di compravendita. Per molte realtà corporate minori, un possibile tonificante per il prossimo futuro, dato che gli assets verrebbero scambiati con maggiore frequenza e minori timori per il rischio di controparte. Per le banche, una pessima notizia, a meno che non trovino il modo di sfruttare questa tecnologia altrimenti. In ogni caso, rimarrebbero essenziali per i collocamenti sindacati, dove gli emittenti affidano loro anche il compito di trovare clienti, non solo di gestire gli ordini.

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