Bond Ecuador a picco alla vigilia delle elezioni, ristrutturazione del debito a rischio con la vittoria della sinistra

I titoli di stato emessi dopo la ristrutturazione del debito dell'estate scorsa affondano sui mercati sulla prospettiva di un ritorno al governo delle sinistre.

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Bond Ecuador in affanno prima delle elezioni presidenziali

L’Ecuador potrebbe svoltare nuovamente a sinistra e i mercati iniziano a prenderne atto. Domenica 7 febbraio, si terranno nel paese le elezioni presidenziali e legislative. Il candidato socialista Andres Arauz sarebbe in testa nei sondaggi, anche se probabilmente ci sarà bisogno del ballottaggio per decidere chi dovrà succedere al presidente uscente Lenin Moreno, il quale non si è ricandidato, a causa dell’estrema impopolarità in cui è precipitato negli ultimi mesi per via della crisi economica.

Nell’estate del 2020, Quito ha raggiunto un accordo di ristrutturazione del debito sovrano su bond per 17,5 miliardi di dollari, circa un terzo dello stock totale. L’operazione segue il default del 2008, quando il socialista Rafael Correa ripudiò il debito contratto dai predecessori. Se vincesse le elezioni, Arauz ha già affermato che non rispetterà l’accordo siglato con il Fondo Monetario Internazionale (FMI), sostenendo di avere intenzione di onorare i pagamenti relativi ai prestiti, ma non di tagliare la spesa sociale. E ha attaccato l’accordo con cui l’agenzia governativa americana DFC ha appena concesso un prestito da 3,5 miliardi di dollari alla compagnia di telecomunicazioni locale, al fine di sganciarla dalla morsa dei creditori cinesi, la cui influenza nell’America Latina è cresciuta abnormemente negli ultimi 15 anni.

Il bond luglio 2030 e cedola 0,5% (ISIN: XS2214237807) perde quest’anno quasi il 16%, quotando sotto i 54 centesimi. Male anche la scadenza luglio 2035 e cedola 0,5% (ISIN: XS2214238953), che da inizio 2021 arretra di oltre il 12% a 47 centesimi. E la scadenza più longeva, quella che dovrà essere rimborsata nel luglio 2040 e con cedola 0,5% (ISIN: XS2214239175), perde nello stesso periodo quasi il 13%, scivolando nei pressi dei 44 centesimi.

Bond Ecuador: ristrutturazione completata, ma i rischi non sono finiti

Bond Ecuador nettamente sottovalutati

Secondo gli analisti, una valutazione fair di questi titoli si aggirerebbe sui 60-70 centesimi, mentre siamo ormai un po’ per tutti tra 40 e 50.

E’ il segno di quanto le obbligazioni dell’Ecuador siano iper-vendute, proprio in attesa di capire quale possa essere l’evoluzione dello scenario geopolitico. Arauz sostiene che, nel caso di necessità, sarebbe la banca centrale a dover prestare denaro al governo. Si tratta di politiche non convenzionali e particolarmente pericolose per un’economia, che non ha più da inizio millennio una moneta propria, avendo adottato il dollaro. La monetizzazione della spesa pubblica finirebbe per prosciugare le riserve valutarie, minacciando i pagamenti ai creditori esteri. E al netto dei 4,4 miliardi già sborsati dall’FMI, esse riuscirebbero a coprire poco più di 2 mesi di importazioni, un periodo fin troppo basso secondo gli standard internazionali. Insomma, si allunga l’ombra di un nuovo default a distanza di pochi mesi dalla ristrutturazione veloce perseguita dal presidente Moreno.

Ma nel caso di una vittoria a sorpresa del candidato conservatore Guillermo Lasso o di un ammorbidimento delle posizioni di Arauz, una volta arrivato alla presidenza, vi sarebbero margini di crescita per i bond domestici finanche del 40-50% rispetto alle quotazioni attuali. Del resto, appare obiettivamente difficile ignorare gli accordi appena sottoscritti con l’FMI o rimettere in discussione quelli siglati con i creditori privati. Inoltre, il miglioramento auspicabile e atteso della situazione sanitaria globale dovrebbe sostenere la ripresa economica anche dell’Ecuador e affievolire le tensioni tra le parti. Anche se il caso argentino è lì a dimostrarci che certa demagogia al potere sia difficile da sradicare in America Latina.

Nuova offerta della compagnia argentina YPF per la ristrutturazione dei suoi bond in dollari

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