Bond in dollari australiani: Banca IMI Collezione Opera VII

L’obbligazione Banca IMI in dollari australiani (XS1639080776) corrisponde una cedola del 3% per 4 anni. uno sguardo al cambio e all’economia dell’Australia

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L’obbligazione Banca IMI in dollari australiani (XS1639080776) corrisponde una cedola del 3% per 4 anni. uno sguardo al cambio e all’economia dell’Australia

Banca IMI quota nuovi bond in valuta su EuroTLX e Mot. La banca d’affari del gruppo Intesa Sanpaolo ha infatti lanciato su sul mercato obbligazioni in dollari australiani (AUD) per piccoli investitori della durata di quattro anni per 400 milioni con rimborso alla pari a scadenza.

Si tratta di bond senior unsecured di tipo bancario che godono della affidabilità dell’emittente, Banca IMI appunto, e sono soggetti all’andamento del cambio euro/dollaro australiano.

Obbligazioni Banca IMI Collezione AUD 2021 Opera VII

 

Nello specifico, Banca IMI ha emesso un prestito obbligazionario in dollari australiani da 400 milioni della durata di 4 anni e con cedola annuale del 3%. Il coupon a tasso fisso verrà pagato il 5 luglio di ogni anno, mentre il rimborso avverrà in unica soluzione a scadenza a luglio 2021. L’obbligazione, denominata Banca IMI S.p.A. Tasso Fisso Dollaro Australiano Opera VII (Codice ISIN XS1639080776), è stata emessa al prezzo di 99,66, è entrata in quotazione il 7 luglio 2017 e sarà rimborsata in unica soluzione a 100. Il bond è negoziabile su EuroTLX e Mot per importi minimi di 2.000 AUD e al momento segna un prezzo indicativo di 99. L’obbligazione è bancaria di tipo senior unsecured Il rating di Banca IMI è investment grade, al pari di altre grandi banche italiane e di quello dello Stato italiano.

 

Andamento del cambio euro/dollaro australiano

 

Da inizio anno, la valuta australiana (AUD) si è deprezzata nei confronti del euro di oltre il 7% passando da 1.40 a circa 1,50. A contribuire all’indebolimento del dollaro australiano è stata sostanzialmente la politica della Bce che ha preannunciato la fine della politica monetaria espansiva. Analizzando il cambio nella fascia temporale degli ultimi 5 anni si può notare che 1,50 rientra nel valore medio di cambio, avendo oscillato fra 1,40 e 1,60.

Australia, economia in forte crescita da 26 anni

 

Per quanto riguarda l’andamento economico del Australia, In base ai dati forniti dall’Australian Bureau of Statistics l’economia australiana ha registrato un incremento del PIL pari al 2,6 % nel 2016. La crescita e’stata trainata principalmente dall’ottimo andamento del settore dei servizi, dagli investimenti pubblici nel settore delle infrastrutture e della difesa, dai consumi privati, dal settore delle costruzioni nonche’ dalla recente ripresa delle esportazioni nel comparto minerario.

Si e’ trattato del 26mo anno consecutivo di crescita economica per l’Australia, che ha rafforzato cosi’ la sua posizione di 13ma economia a livello mondiale (dati FMI) e di quinta potenza economica in Asia ( dopo Cina, Giappone, India e Corea del Sud ). Il PIL pro-capite dell’Australia e’ il dodicesimo al mondo. L’economia australiana gode complessivamente di ottima salute, come confermato dalla tripla AAA riconosciutale dalle principali agenzie di rating internazionali , dalla riduzione del tasso di disoccupazione al 5,7 %, dall’inflazione sotto controllo (1,5%), dal basso livello del costo del denaro ( il tasso ufficiale di sconto e’ stato recentemente ridotto all’1,5%) e dall’elevato volume degli investimenti stranieri.

 

Debito pubblico australiano al 21% del Pil

 

In base ai dati del 2016 il deficit statale si e’ attestato al 2,5 % del PIL mentre il debito pubblico lordo e’ salito al 44,3 % del PIL. Il livello del debito pubblico netto, pari a solo il 21,1 % del PIL, e’ su valori molto piu’ bassi rispetto agli altri principali Paesi OCSE. I principali fattori di vulnerabilita’ dell’economia australiana sono rappresentati dal continuo declino del settore manifatturiero ( solo il 6,4% del PIL),  principalmente a causa dell’elevato costo del lavoro, nonche’ dalla sua eccessiva dipendenza economica dalla Cina (primo Partner commerciale di Canberra). Anche il possibile scoppio di una bolla immobiliare- indicato dal FMI tra i principali fattori di rischio per l’economia Australiana- e’ collegato agli ingenti investimenti cinesi nel settore immobiliare.

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