Bond Credito Valtellinese: i subordinati a un anno rendono il 6%

Le obbligazioni Creval 5,25% 2017 (IT0004847957) rendono bene, ma preoccupa l’elevato livello delle sofferenze bancarie

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Le obbligazioni Creval 5,25% 2017 (IT0004847957) rendono bene, ma preoccupa l’elevato livello delle sofferenze  bancarie

I bond subordinati Credito Valtellinese rendono bene. A 15 mesi dalla scadenza, le obbligazioni LT2 Credito Valtellinese 5,25% 2017 (codice ISIN IT0004847957) trattano poco sotto la pari e rendono circa il 6% a scadenza. Sul mercato regolamentato Hi-Mtf i bond sono negoziabili fra 99 e 100 per tagli minimi di 50.000 euro. Le obbligazioni scadono il 28 settembre 2017 e corrispondono un coupon a tasso fisso del 5,25% su base semestrale. Si tratta ovviamente di una categoria di obbligazioni subordinate, il cui rischio è direttamente legato all’insolvenza dell’emittente e che sono finite in generale al centro della speculazione degli investitori dopo la scandalosa gestione di Banca Marche, Popolare Etruria, Carichieti e Carife.

Credito Valtellinese, banca solida ma texas ratio  al 165%

Ovviamente non è il caso del Credito Valtellinese che vanta una solidità patrimoniale fra le migliori in Italia, anche se – come rilevato lo scorso mese di maggio da uno studio di Mediobanca – l’elevato peso dei crediti deteriorati potrebbe portare all’erosione dell’utile di esercizio 2016. Il 18% di rapporto tra esposizioni deteriorate e prestiti netti e l’elevato Texas Ratio al 165%, pone quindi il Creval in una posizione abbastanza delicata. Se tale indicatore, infatti, sta sotto 100% la banca riuscirebbe a stare in piedi anche nell’ipotesi – di fatto impossibile – di una perdita totale su tutti i crediti; se supera il 100%, la sostenibilità è più incerta. Ebbene, il Creval sta a 165% superando anche le banche italiane più al centro dei recenti attacchi speculativi di borsa, come MPS (147%) e Banco Popolare (156%). Non a caso il titolo azionario è stato bersagliato dalle vendite arrivando a perdere in circa sei mesi i due terzi del valore, poiché gli investitori sono quasi certi che Creval, presto o tardi, dovrà ricorrere a un secondo aumento di capitale (dopo quello del 2014) per mettere in sicurezza il bilancio dei prossimi esercizi anticipando quelle che potrebbero essere le direttive della Bce dopo gli stress test.

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Argomenti: Obbligazioni subordinate

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