Bond Coronavirus della Banca Mondiale, tra bufale e verità

I "pandemic bond" della Banca Mondiale attirano le ire dell'opinione pubblica globale per alcune criticità reali, mentre altre sono semplicemente false.

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Nel 2017, la Banca Mondiale emise i cosiddetti “pandemic bond”, obbligazioni con scadenza 15 luglio 2020 e suddivise in due tranche. La prima da 225 milioni di dollari, meno rischiosa per gli investitori, garantisce una cedola annuale del 6,50% a cui si aggiunge il Libor a 6 mesi in dollari. La seconda da 195 milioni, più rischiosa, ha cedola dell’11,60% a cui si aggiunge sempre il Libor a 6 mesi in dollari. Considerando che quest’ultimo sia al momento dello 0,73%, le due cedole ammonterebbero rispettivamente al 7,23% e al 12,33%. In entrambi i casi, rendimenti molto elevati per i possessori, specie di questi tempi.

Obbligazioni Banca Mondiale contro il Coronavirus, perché gli investitori tremano

I “pandemic bond” prevedono pagamenti a favore degli stati colpiti da sei tipi di pandemie, tra cui il Coronavirus (MERS e SARS). Due anni fa, l’Ebola nel Congo mietette numerose vittime, ma pur rientrando tra le pandemie coperte dalle obbligazioni della Banca Mondiale, il “trigger” non scattò per l’insufficienza di morti all’infuori dello stato africano. Ciò fece gridare allo scandalo molti, i quali in queste settimane hanno rafforzato le loro critiche, spesso sconclusionate.

Facciamo un passo indietro. Come funzionano questi bond? A seconda che si tratti della prima o della seconda tranche, caricano sugli obbligazionisti i pagamenti effettuati dalla Banca Mondiale per soccorrere oltre una sessantina di stati poveri e oggetto di una crisi sanitaria, purché si verifichino le numerose condizioni elencate nel lunghissimo documento allegato all’emissione dei titoli e chiaramente prima che questi arrivino alla scadenza. Gli investitori della prima tranche arriverebbero a perdere fino al 16,67% del capitale, quelli della seconda tranche fino al 100%.

Bufale e verità

Per prima cosa, su internet si legge che l’Organizzazione Mondiale della Sanità si rifiuterebbe di definire quella in corso del Coronavirus una “pandemia” per evitare che gli obbligazionisti della Banca Mondiale perdano denaro.

Falso. Non è mai esistita alcuna previsione in tal senso. I pagamenti scattano al verificarsi delle clausole sopra citate, che l’OMS dichiari o meno l’esistenza di una pandemia. Ed ecco spuntare un’altra critica di tipo “morale”: il mercato scommette sui morti. Semmai, sarebbe vero il contrario. Agli investitori converrebbe che non si verificasse alcuna pandemia o che almeno il numero dei morti fosse il più basso possibile, altrimenti perderebbero parte del capitale o tutto.

E la Banca Mondiale? Non scommette sul numero dei morti, semplicemente trasferisce i costi degli aiuti per una pandemia al mercato, cioè agli obbligazionisti. E’ una filosofia di tipo assicurativa, esattamente come quando si contrae una polizza Rc Auto. L’assicurazione spera che il cliente non provochi alcun incidente e l’automobilista di non provocarne mai uno, confidando di essere coperto se malauguratamente capitasse. Nessuno scommette sull’incidente, anzi l’evento assicurato si cerca di contenerlo il più possibile.

Queste argomentazioni destituite di fondamento non implicano che alcune criticità non esistano davvero. Per prima cosa, le clausole sono troppo complicate, ben 386 pagine di prospetto da leggere e che obiettivamente risulta difficile da valutare con esattezza persino tra quanti abbiano acquistato i bond. Meglio sarebbe ridurre il numero delle condizioni per fare scattare i pagamenti, così da fare chiarezza e sgomberare il campo da possibili equivoci. Secondariamente, gli importi appaiono modestissimi. Nel caso peggiore, questi bond caricano sugli investitori perdite per 195 milioni di dollari, da suddividersi tra una sessantina di stati, per cui i beneficiari riceverebbero una miseria, insignificante ai fini della copertura dei costi per la lotta contro una pandemia.

Bond pandemici da migliorare

E a fronte di questi benefici quasi impercettibili, saranno stati sborsati interessi molto elevati, stimabili in circa 150 milioni di dollari in 3 anni. Troppi. Infine, affinché una pandemia possa far scattare il trigger, indipendentemente dal verificarsi dalle altre condizioni previste, risulta necessario che siano trascorse almeno 12 settimane dalla data di comunicazione della diffusione all’OMS da parte di uno o più governi.

In altre parole, i pagamenti verrebbero effettuati a pandemia inoltrata, magari già conclusasi. Troppo poco e troppo tardi, insomma.

Verrebbe da chiedersi, a questo punto, se non sarebbe stato meglio per la Banca Mondiale emettere obbligazioni ordinarie a bassissimo interesse, che pur presupponendo un rimborso certo e integrale alla scadenza, almeno avrebbero fornito temporaneamente liquidità necessaria per fronteggiare le emergenze a costi quasi nulli, confidando in un rinnovo certo e continuo sui mercati, data la sicurezza garantita agli investitori e captata dai rating. Ma la logica che si cela dietro a questi titoli è e resta effettivamente diversa, legando direttamente le emissioni a obiettivi specifici e dichiarati.

Bond Banca Mondiale con cedola legata ai diritti dei lavoratori e ambiente, come funziona?

Ragionando, i pandemic bond della Banca Mondiale sono certamente migliorabili nella trasparenza delle condizioni, nella loro capacità di essere utilizzati con efficacia e tempestività per i casi in cui sono stati emessi e, infine, negli importi. Ma quelli del 2017 erano stati semplicemente l’avvio di un nuovo mercato, con l’intento di espanderne progressivamente le dimensioni, magari attraverso l’emissione di nuove tranche degli stessi titoli. Non è stato così ad oggi, ma dovremmo sperare che lo sia in futuro. Che il mercato scommetta sui rischi di catastrofi naturali e pandemie, partecipando al finanziamento degli aiuti sborsati dagli organismi internazionali, sarebbe un bel passo in avanti verso il coinvolgimento della finanza in un’area ad oggi rimasta quasi esclusivamente di competenza della sfera pubblica, nazionale o sovranazionale.

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