Bond: c’è rendimento e rendimento. Cosa attendersi per il 2018

La curva dei rendimenti dei bond è sempre più piatta. I consigli degli analisti per il prossimo anno

di Mirco Galbusera, pubblicato il
La curva dei rendimenti dei bond è sempre più piatta. I consigli degli analisti per il prossimo anno

Non si intravedono grossi cambiamenti per le obbligazioni all’inizio del prossimo anno. Ma attenzione, il tasso di rendimento a inizio anno non è un buon indicatore del rendimento complessivo in un momento successivo. Il rendimento prospettico dell’indice investment grade credit nel Regno Unito, per esempio, era del 2,6% alla fine del 2016. A oggi, il rendimento complessivo è stato del 3,3%.

Un tipico indice dei mercati obbligazionari emergenti lo scorso dicembre indicava un tasso di rendimento del 5,8% per fine anno, e lo stesso indice poi ha prodotto un rendimento di oltre il 9% per gli investitori. A meno che la volatilità non scenda ancora, il rendimento complessivo degli indici obbligazionari non assomiglierà al tasso di rendimento a inizio 2018.

 

Una gestione attiva dei portafogli obbligazionari – dice Chris Iggo, CIO Fixed Income di AXA Investment Managers – dovrebbe garantire che il rendimento complessivo non sia uguale al ritorno reddituale poiché gli investitori attivi dovrebbero essere in grado di sfruttare un eventuale aumento della volatilità. Per quel che vale, noi invitiamo alla prudenza in questo momento, con un’esposizione limitata sulla duration e sul rischio di credito rispetto agli indici tipici o a condizioni di mercato più “normali”. Se la volatilità aumenta, e in questo mercato obbligazionario potrebbe comportare rendimenti più alti e prezzi più bassi, ci saranno opportunità per incrementare il rischio in termini di duration e di credito, di sfruttare l’aumento dei tassi e creare l’opportunità di ottenere in seguito un rendimento complessivo più elevato.

 

Meglio restare corti

 

Al momento – dice Iggo – è possibile che la strategia short duration sia particolarmente adatta, soprattutto poiché l’appiattimento delle curve dei rendimenti riduce l’effetto compensativo derivante dal prolungamento della scadenza di un portafoglio. Il rendimento a cui si rinuncia concentrandosi sul segmento a più breve termine della curva può essere sostituito da obbligazioni societarie a breve scadenza a più alto rendimento. Questo consente a un portafoglio di restare concentrato sul reddito, di avere una certa protezione in caso di rialzo dei tassi e la capacità di incrementare il rischio quando inevitabilmente avverrà la correzione del mercato.

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Argomenti: Macroeconomia