Bond CDP 2026, il prezzo tiene grazie al boom dell’Euribor

Il bond di CDP, scadenza nel giugno 2026 (ISIN: IT0004644735), presenta da settimana una quotazione stabile, malgrado la tempesta sui mercati

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Bond CDP 2026

Siete a caccia di rendimento, ma anche di obbligazioni relativamente stabili e promettenti? Non è facile trovare tutte le tre caratteristiche senza assumersi un elevato rischio di credito o valutario. Spulciando tra le numerose emissioni presenti sul mercato domestico, tuttavia, abbiamo trovato qualcosa che potrebbe fare al vostro caso: il bond CDP (Cassa depositi e prestiti) con scadenza 28 giugno 2026 e tasso misto (ISIN: IT0004644735). L’obbligazione debuttò nel giugno del 2019, cioè ebbe una durata iniziale di 7 anni. Al momento, presenta una vita residua di circa 3 anni e 9 mesi.

Bond CDP 2026 trainato da Euribor

Sul Mercato obbligazionario Telematico di Borsa Italiana, ieri la quotazione del bond CDP risultava ancora di poco sopra la pari, in area 100,50. L’aspetto più interessante risiede nella relativa stabilità. Da tre mesi, il prezzo oscilla tra 100 e 101, praticamente in un range di appena l’1%. Tanto per offrirvi un confronto, il BTp marzo 2026 nello stesso trimestre è passato da un massimo di 110 a un minimo di 104,65, cioè la quotazione si è mossa in un range del 5%.

A cosa è dovuta tanta stabilità? Il suddetto bond CDP è stato emesso con una cedola fissa del 2,70% annuo fino al 28 giugno 2021. A partire da quest’ultima data, la cedola è diventata variabile e corrisposta sempre su base trimestrale. Essa è pari all’Euribor a 3 mesi più un margine di 194 punti base o 1,94%. Ed è accaduto che negli ultimi mesi proprio l’Euribor si sia impennato di rendimento. Era al -0,20% tre mesi fa, mentre questa settimana ha toccato l’1,10%.

Come funziona il pagamento delle cedole

Di fatto, il bond CDP sta esitando cedole future sempre più alte. Per questo il prezzo non scende. La prossima data di pagamento è fissata per mercoledì prossimo 28 settembre.

Gli obbligazionisti riceveranno un tasso lordo all’incirca di 1,72%. Se fate i conti, rischiate di non capire perché sia così basso. Con un Euribor a 3 mesi a 1,10% e uno spread di 1,94%, il tasso dovrebbe superare il 3%. Vero, ma l’Euribor a 3 mesi a cui si fa riferimento per il pagamento di ciascuna cedola semestrale è quello vigente il secondo giorno precedente all’inizio della data di godimento del periodo cedolare.

Spieghiamo in parole povere: la cedola in pagamento il 28 settembre riguarda il periodo che inizia il 28 giugno. L’Euribor a 3 mesi di riferimento è quello in vigore due giorni di borsa precedenti all’inizio della data di godimento. Quest’anno, per l’esattezza è stato giorno 24 giugno (il 26 era domenica), quando il tasso fu di -0,218%. Dunque, la cedola trimestrale sarà pari a 1,94% – 0,218% = 1,722%. Tuttavia, già a dicembre risulterà certamente più alta. Infatti, ipotizzando un tasso di mercato invariato fino al prossimo lunedì, la cedola pagata a fine anno sarebbe di 3,04%. Al momento, su base annua il rendimento risulta essere di 2,91%, solo di poco inferiore al 3,09% offerto ieri dal BTp marzo 2026.

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