Bond: cautela su Portogallo, stabilità Bund a rischio

L'aumento degli spread della scorsa seduta rappresenta un risposta di avversione al rischio degli investitori dopo il recente selloff sull'azionario

di Mirco Galbusera, pubblicato il
L'aumento degli spread della scorsa seduta rappresenta un risposta di avversione al rischio degli investitori dopo il recente selloff sull'azionario

Il rialzo dei rendimenti della periferia dell’Eurozona di ieri, con conseguente allargamento degli spread, rende necessario un certo grado di cautela in vista dell’emissione odierna di Ot decennali da parte del Portogallo. Lo afferma Piet Christiansen, analista senior di Danske Bank, puntualizzando che l’aumento dei differenziali della scorsa seduta rappresenta probabilmente un risposta, in ritardo, di avversione al rischio da parte degli investitori dopo il recente selloff sull’azionario.

Inoltre la recente stabilizzazione del rendimento del Bund dopo il forte rally sembra destinata a non durare visto che dipende solo dall’avversione al rischio, aggiungono gli strategist di Commerzbank, facendo notare che la fuga degli investitori verso gli asset sicuri come il decennale tedesco “manca di convinzione” poichè è proprio l’aumento dei costi di finanziamento a innescarla. Tale stabilizzazione, concludono gli esperti, verrá messa a dura prova oggi con i discorsi dei membri della Bce, Jens Weidmann e Yves Mersch, e con la pubblicazione dell’inflazione Usa di gennaio.

 

I dati macroeconomci tedeschi

 

Nel frattempo, in linea alle attese, il Pil della Germania è cresciuto dello 0,6% t/t nel 4* trimestre dello scorso anno. Sull’anno l’espansione è del 2,9%. In media 2017, il prodotto interno lordo tedesco è cresciuto del 2,5% dall’1,9% del 2016. I dettagli saranno resi noti con la seconda stima.

La nostra previsione“, spiegano gli economisti di Intesa Sanpaolo, “è di crescita ancora sostenuta della domanda interna grazie in particolare all’apporto degli investimenti fissi. La domanda estera dovrebbe aver offerto un contributo negativo alla dinamica trimestrale. Le importazioni sono attese in crescita dell’1,9% t/t a fronte di un +1,2% t/t previsto per l’export. Le indicazioni recenti dalle indagini di fiducia suggeriscono che la crescita potrebbe riaccelerare ad inizio 2018 sulla spinta di servizi e manifatturiero“. In assenza di dati su vendite al dettaglio, produzione e ordini all’industria a inizio 2018, gli esperti mantengono “una previsione di stabilizzazione della crescita tedesca allo 0,6% t/t. Per il 2018, confermiamo una stima di crescita media dell’1,9% ancora al di sopra del potenziale“.

Infine la seconda stima ha confermato che l’ inflazione della Germania è calata a gennaio all’1,4% da un precedente 1,6% sulla misura armonizzata e all’1,5% sull’indice nazionale. Sul mese i prezzi sono diminuiti dello 0,7% m/m sulla misura nazionale e dell’1% m/m sull’indice armonizzato in larga misura per effetto della stagionalitá negativa. “L’inflazione tedesca”, prevedono gli economisti di Intesa Sanapoalo, potrebbe calare ancora a febbraio ma dovrebbe risalire all’1,8% a marzo”.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Bond Germania