Bond: basso rischio politico, spread sotto 135 pb

La politica non è più un problema per gli investitori che restano più preoccupati dalle prossime mosse della Bce. Ecco cosa dicono gli analisti

di Mirco Galbusera, pubblicato il
La politica non è più un problema per gli investitori che restano più preoccupati dalle prossime mosse della Bce. Ecco cosa dicono gli analisti

Lo spread Btp/Bund si attesta a 133 punti base. Il differenziale è sceso in maniera significativa nelle scorse sedute e resta comunque vicino ai minimi da settembre del 2016.

Il rischio politico non sembra più spaventare gli investitori. “Il rischio politico potrebbe aver giocato un ruolo nella debolezza del dollaro, ma per ora non ne svolge alcuno sulle curve europee dei tassi. Nel 2017, le elezioni francesi erano state determinanti prima nel minare e poi nel sostenere la fiducia nell’euro e nei mercati dell’Eurozona. Le elezioni in Austria erano passate quasi inosservate, malgrado avessero proiettato al Governo la destra euroscettica. Ora, l’avvicinamento alle elezioni politiche italiane del 4 marzo, teoricamente fonte di incertezza, si svolge invece in un contesto di riduzione del differenziale Btp/Bund decennale. Ciò malgrado la riduzione degli acquisti nell’ambito del QE richieda al mercato di assorbire emissioni nette positive per la prima volta dal 2014 e malgrado le proposte di allentamento della disciplina fiscale che quasi tutti i partiti politici italiani stanno facendo in campagna elettorale“, affermano gli economisti di Intesa Sanpaolo.

Gli esperti puntualizzano che “il notevole rialzo dei tassi sulla curva tedesca per ora agisce in compressione del differenziale. Forse aiutano anche la quota modesta di debito pubblico italiano all’estero (circa il 30%), la convinzione che le agende elettorali non saranno attuate e la percezione che nel breve termine nessuno degli esiti elettorali probabili potrá far allontanare di molto la dinamica di deficit e debito dal sentiero programmato. Ugualmente di aiuto è la scomparsa dell’euro dalla campagna elettorale. Però è importante che la fiducia nel percorso di risanamento dei conti pubblici non sia minata, perchè questi progressi si consolidino“.

Il recente forte restringimento del differenziale, spiegano poi gli strategist di Mps Capital Services, è un “segno evidente di un parziale chiusura delle posizioni short, con il mercato che inizia a scommettere su di una coalizione di Governo” nelle prossime elezioni del 4 marzo, “in un contesto di dati macro italiani buoni“.

Outlook positivo anche per la Grecia che ha deciso di approfittare del buon momento dei titoli periferici. Atene sta infatti pianificando un’emissione sindacata per un titolo con probabile scadenza 7 anni, che potrebbe essere effettuata giá la prossima settimana.

Nel frattempo, sul fronte della politica monetaria, il capo economista della Bce, Peter Praet, è tornato a ripetere che un ampio grado di stimolo monetario rimane necessario, dal momento che la convergenza dell’inflazione verso il target rimane ancora graduale, puntualizzando che l’evoluzione della politica monetaria rimane condizionata all’andamento dei dati. Benoit Coeurè ha poi strigliato i Governi dell’Eurozona. Senza ulteriori riforme, “la prossima crisi potrebbe forzare la Banca centrale europea a testare i limiti del proprio mandato“. Se il contesto non dovesse cambiare, ha aggiunto Coeurè, la Bce potrebbe trovarsi nella posizione estremamente scomoda di dover portare i tassi d’interesse in territorio negativo o di dover comprare asset rischiosi, “oppure potrebbe portarci pericolosamente vicini al finanziamento monetario dei Governi“.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Btp