Bond Banca IMI Collezione tasso fisso in rubli 2019: caratteristiche e prezzi

Banca IMI colloca nuovi bond Collezione a tasso fisso in rubli (XS1546193308). In quotazione su EuroTLX e Mot

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Banca IMI colloca nuovi bond Collezione a tasso fisso in rubli (XS1546193308). In quotazione su EuroTLX e Mot

Banca IMI torna ad emettere bond della serie Collezione. Si tratta di obbligazioni denominate in rubli russi (RUB) con cedole a tasso fisso della durata di due anni,  dedicate più che altro ai risparmiatori retail e quindi negoziabili sui mercati regolamentati per importi di piccolo taglio.

Nello specifico, Banca IMI ha collocato un prestito obbligazionario da 18 miliardi di rubli con cedola annuale del 8,50%. Il coupon a tasso fisso verrà pagato il 13 gennaio di ogni anno per due anni. Il rimborso è previsto in unica soluzione il 13 gennaio 2019 alla pari.  L’obbligazione, denominata Banca IMI S.p.A. Collezione Tasso Fisso Rublo Russo Opera III (Codice ISIN XS1546193308), è stata collocata al prezzo di 99,43, ed è negoziabile su EuroTLX e Mot per importi minimi di 100.000 rubli, circa 1.600 euro. L’obbligazione è bancaria di tipo senior unsecured e, al momento segna un prezzo compreso fra 99,55 e 99,65Il rating di Banca IMI è investment grade, al pari di altre grandi banche italiane e di quello dello Stato italiano. Il allegato, il prospetto informativo dell’obbligazione con tutte le caratteristiche del bond.

Rublo russo si è rafforzato del 16% in sei mesi

Le obbligazioni in rubli sono tornate sotto la lente degli investitori. La valuta russa si è infatti apprezzata molto negli ultimi sei mesi passando da 75 a 63 nei confronti dell’euro per un progresso che corrisponde al 16%. E il trend potrebbe continuare. Alla base del rafforzamento del rublo vi sono diversi fattori, primo fra tutti, però, è la risalita delle quotazioni del greggio sui mercati internazionali. La Russia è infatti dipendente dall’export di materie prime e di petrolio in particolare, cosa che ne ha sempre determinato l’andamento economico interno del Paese. Sono quindi state riviste da Mosca anche le prospettive di crescita per il triennio 2017-2019, sulla scorta del recente accordo raggiunto dall’Opec per il taglio della produzione mondiale di barili di petrolio, accordo al quale si è allineata anche la Russia (esterna all’Opec) nell’ambito di accordi internazionali raggiunti fra paesi non appartenenti al cartello petrolifero.

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