Bond subordinati Banca Etruria, Banca Marche, CariFe e CariChieti: come chiedere il rimborso

Partono le richieste di rimborso per gli obbligazionisti di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Chieti e Cassa di Risparmio di Ferrara

di Enzo Lecci, pubblicato il
Partono le richieste di rimborso per gli obbligazionisti di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Chieti e Cassa di Risparmio di Ferrara

Buone notizie per i possessori di bond di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti che erano rimasti intrappolati nella crisi dei quattro istituti e avevano visto azzerato il loro investimento in obbligazioni. A distanza di 8 mesi dalla risoluzione, stando alle notizie riportate dal Corriere della Sera, sarebbe finalmente partita la proceduta per la richiesta di rimborso. Alla procedura potranno accedere tutti gli obbligazionisti di Banca Etruria, Banca Marche, CariFe e CariChieti che hanno subito l’annullamento del loro investimento. Il rimborso però, come precisato dal Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd), non è automatico.

 

Rimborso obbligazionisti Banca Etruria, banca Marche, CariFe e CariChieti

E’ infatti lo stesso quotidiano milanese a precisare che il rimborso sarà concesso solo in presenza di precisi requisiti. Spiega il Corriere della Sera che potranno avere accesso al rimborso solo quegli obbligazionisti che avevano acquistato i bond non oltre il 12 giugno 2014. Non solo, è infatti necessario anche dimostrare di aver avuto tali titoli in portafoglio fino al 22 novembre scorso, data della risoluzione delle quattro banche che ha portato all’azzeramento dei bond subordinati.

Oltre a questi requisti tecnici sono stati poi introdotti una serie di paletti patrimoniali. In base alla disposizioni del Fitd “potranno ottenere un rimborso dell’80% del capitale investito, sottratti gli interessi, i possessori di obbligazioni subordinate acquistate direttamente dalle quattro banche ed entro il 12 giugno 2014, purché abbiano un reddito Irpef inferiore a 35 mila euro o un patrimonio mobiliare inferiore a 100 mila euro“. Le maglie per vedersi riconosciuti i propri diritti, quindi, sono abbastanza strette.

E’ molto importante inoltre ricordare che quei risparmiatori che puntano a vedersi riconosciuta l’intera somma investita (il 100% quindi e non l’80%) dovranno fare ricorso all’arbitrato. La data che gli obbligazionisti Banca Etruria, Banca Marche, CariFe e CariChieti dovranno segnare è venerdì 22 luglio. Le richieste di rimborso, infatti, saranno accettate proprio a partire da quel giorno quando sul sito del Fondo sarà disponibile e pronto per compilazione e invio, il modulo per la richiesta di indennizzo (inviabile anche con raccomandata A/R).

La domanda dovrà essere presentata e caricata sul sito entro e non oltre il 3 gennaio 2017, allegando la documentazione seguente:

  1. il contratto di acquisto degli strumenti finanziari subordinati;
  2. i moduli di sottoscrizione o d’ordine di acquisto;
  3. l’attestazione degli ordini eseguiti;
  4. una dichiarazione sulla consistenza del patrimonio mobiliare;
  5. copia di un documento di identità in corso di validità;
  6. copia della procura conferita, nel caso in cui l’istanza sia presentata al FITD tramite Studi legali o Associazioni di Consumatori.

Devono inoltre essere allegati a pena di nullità anche:

  1. copia di un documento di identità in corso di validità
  2. copia della procura conferita, nel caso in cui l’istanza sia presentata al FITD tramite Studi legali o Associazioni di Consumatori.
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Argomenti: Banca delle Marche, Obbligazioni subordinate