Bond: aste Btp ok ma spread periferia in allargamento

Gli spread della periferia trattano in allargamento dopo la recente contrazione, con il differenziale tra il Btp e il Bund a 132 punti

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Gli spread della periferia trattano in allargamento dopo la recente contrazione, con il differenziale tra il Btp e il Bund a 132 punti

Il Tesoro italiano ha superato senza particolari problemi il test delle aste di Btp in vista delle elezioni del 4 marzo. Nel dettaglio Roma ha collocato 2,5 miliardi di Btp a 3 anni allo 0,05%, 2,927 mld di titoli settennali all’1,43% e 2,25 mld di Btp a 30 anni.

Le aste odierne di Btp “sono andate bene, in linea alle aspettative”. Il test sul primario in vista delle elezioni è stato superato dal Tesoro senza particolari problemi, sottolinea uno strategist di una primaria banca italiana a Mf-Dowjones, puntualizzando che qualche pressione in piú c’è stata solo sul titolo al 2024, con un aumento del rendimento di 8 punti e con l’ammontare collocato che si è attestato leggermente al di sotto del target massimo (2,927 mld rispetto a 3 mld). “Il Tesoro ha preferito collocare leggermente meno titoli a 7 anni per non alzare ulteriormente il rendimento”, aggiunge un altro strategist, evidenziando inoltre che, tralasciando in trentennale, “si vede un certo irripidimento della curva anche sui tratti più brevi”.

Nel frattempo gli spread della periferia trattano in lieve allargamento dopo la recente contrazione, con il differenziale tra il Btp e il Bund a 131,754 punti base rispetto ai 127,109 della chiusura di ieri. Questo perchè, puntualizza un analista, “stanno ritornando gli acquisti sul decennale tedesco dopo le vendite marcate” viste di recente, che avevano spinto il costo di finanziamento di Berlino su livelli troppo alti. Infine, sempre per quanto riguarda il secondario, gli analisti di Abn Amro hanno rivisto al rialzo le previsioni sul rendimento del Bund e del Treasury vista l’accelerazione superiore alla attese dei costi di finanziamento a inizio anno. Gli esperti vedono ora il decennale tedesco allo 0,95% a fine anno (dal precedente 0,7%) e quello americano al 3% (rispetto al 2,6%). I driver che stanno spingendo i rendimenti sono piú significativi negli Usa che nell’Eurozona, ma la correlazione tra mercati statunitensi ed europei alimenta le pressioni anche sul Bund.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Btp