Bond Astaldi a picco dopo domanda di concordato. Quale destino per gli investitori?

Le obbligazioni Astaldi saranno oggetto di ristrutturazione dopo la richiesta di concordato. Sei mesi per trovare un accordo coi creditori

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Le obbligazioni Astaldi saranno oggetto di ristrutturazione dopo la richiesta di concordato. Sei mesi per trovare un accordo coi creditori

Anche per Astaldi si sono aperte le porte del tribunale fallimentare. Dopo Condotte s.p.a. (che ha fatto ricorso alla legge Marzano la scorsa estate), il secondo general contractor italiano ha fatto crac.

Astaldi ha così presentato domanda di concordato in bianco, azione propedeutica al ricorso in concordato preventivo in continuità, non potendo più assicurare l’onorabilità dei debiti accumulati e a protezione dell’attacco al patrimonio da parte dei creditori (una sorta di “Chapter 11” all’americana). Al termine del secondo semestre, infatti, le disponibilità liquide di Astaldi erano crollate a 287 milioni di euro (58% in meno rispetto a un anno fa) con debiti scaduti per più di 414.

Scopo del concordato è quello di trovare un accordo coi creditori (banche, obbligazionisti, fornitori, ecc.) allo scopo di ristrutturare l’enorme debito di gruppo che al 30 settembre ammontava a 1,89 miliardi di euro ed era diventato insostenibile in assenza di muova liquidità. Allo scopo era stata pianificata la vendita della concessione del terzo ponte sul Bosforo (per almeno 185 milioni) propedeutica ad un aumento di capitale da 300 milioni. Operazioni che sono naufragate a causa della crisi in Turchia.  Da qui la richiesta di sospensione dei covenants bancari e la richiesta della procedura concorsuale.

L’azienda ha ora 120 giorni di tempo (prorogabili a 180) per presentare un piano di ristrutturazione e rilancio che dovrà essere accettato da almeno il 60% dei creditori e omologato dal giudice fallimentare. Nel frattempo Astaldi potrà continuare ad operare con il proprio management sotto l’occhio vigile del giudice che vaglierà e autorizzerà ogni voce di spesa al fine di tutelare il diritto dei creditori. Qualora, al termine del procedimento, non si raggiungesse un accordo, il tribunale potrà dichiarare il fallimento dell’azienda.

In borsa le azioni Astaldi sono crollate, così come i bond 2020 e convertibili 2024 che valgono il 27% del valore nominale. Le prime hanno perso il 90% rispetto a un anno fa, quando la società accusò il default del Venezuela e da lì fu costretta a svalutare crediti per 230 milioni di euro su un totale di oltre 400. I bond hanno invece perso il 74% dal valore di emissione scontando una ristrutturazione che andrà di pari passu con i crediti bancari. Già molti obbligazionisti istituzionali si stanno organizzando per proporre e valutare un eventuale piano di ristrutturazione dei debiti che tenga conto, sia delle necessità di Astaldi che delle esigenze dei creditori. Sul piatto ci sono 879 milioni di obbligazioni Astaldi che potrebbero essere convertite in titoli a più lunga scadenza, pari seniority, con taglio degli interessi. Ipotesi che, in linea di massima, potrebbe trovare conferma solo col tempo, visto che Astaldi continuerà ad operare in continuità cercando di portare a termine il progetto di ricapitalizzazione da 300 milioni con l’ingresso di nuovi soci nell’azionariato.

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Argomenti: Obbligazioni Astaldi