Bond Argentina, timori di default e oggi scadenza fatale per i creditori

Scade oggi il termine fissato per ricevere una risposta dai creditori di Buenos Aires sul rinvio dei pagamenti di un bond a maggio. E l'economista Joseph Stiglitz invita ad attendersi "tagli significativi" al debito.

di , pubblicato il
Scade oggi il termine fissato per ricevere una risposta dai creditori di Buenos Aires sul rinvio dei pagamenti di un bond a maggio. E l'economista Joseph Stiglitz invita ad attendersi

Scade oggi l’ultimatum assegnato dal governatore di Buenos Aires, Axel Kicillof, ai suoi creditori. Entro la giornata di mercoledì, infatti, gli obbligazionisti del bond estero da 250 milioni di dollari e in scadenza questa domenica dovranno esitare una risposta sulla proposta di rinviare il pagamento a inizio maggio, continuando a ricevere i soli interessi.

Affinché passi, l’offerta dovrà ottenere il placet di almeno il 75% degli obbligazionisti. E gli investitori stanno guardando con molta apprensione a questo scoglio, perché nel caso in cui un accordo sul “roll-over” non fosse trovato, probabile che la provincia di Buenos Aires dichiari default. Se così fosse, gli scenari anche nazionali si complicherebbero.

E questo è il punto. Molti creditori di Buenos Aires sono anche in possesso di titoli del debito dell’Argentina e aspettano di capire cosa accadrà ai secondi, prima di avallare una soluzione di compromesso sui primi. Essi temono di incentivare il governo peronista, fresco di vittoria elettorale, ad adottare misure drastiche nel caso in cui accettassero senza fiatare le condizioni loro (nei fatti) imposte da Kicillof, già ex ministro delle Finanze sotto la presidenta Cristina Fernandez de Kirchner. E non aiuta l’assenza di un piano credibile sin qui avanzato dal governatore, tanto da far dire a qualche analista che il rinvio della scadenza sarebbe “un ponte verso il nulla”.

Bond Argentina giù, Buenos Aires chiede ai creditori di allungare una scadenza

Il timore di un taglio dei bond

La ristrutturazione del debito sovrano riguarderà bond per un valore di 100 miliardi di dollari e il presidente Alberto Fernandez ha fissato al 31 marzo la data ultima entro la quale trovare un’intesa con i creditori. Il ministro delle Finanze, Martin Guzman, esponente peronista moderato, ha da sempre escluso l’ipotesi di un “haircut”, cioè di un taglio nominale dei titoli, proponendo solo un rinvio delle scadenze, sostenendo che l’Argentina abbia problemi di liquidità, non di sostenibilità, tranne che non riesca a crescere nemmeno nei prossimi anni.

Ma nel corso di una recente conferenza, il 37-enne ha messo le cose in chiaro, dichiarando che coloro che negli anni scorsi hanno prestato denaro all’Argentina fossero a conoscenza dei rischi, segnalati dagli alti rendimenti.

“Non è stato loro nascosto nulla. Non avranno fatto (l’ex governo, ndr) i compiti a casa, ma loro sapevano dei rischi”. Ma il vero timore di un “haircut” si propaga dalle parole di Joseph Stiglitz, economista di fama mondiale e Premio Nobel, nonché Professore e mentore di Guzman. Egli ha affermato che sarebbero solo “fantasie” le ipotesi di una ristrutturazione del debito argentino senza “tagli significativi”.

A questo punto, viene il dubbio che l’accademico si sia sentito sul punto con il ministro e che, quindi, il governo stia nascondendo le sue reali intenzioni, di dare un colpo con l’accetta al valore nominale dei bond. Il mercato non sconta ancora un’ipotesi così estrema, anche perché le Clausole di Azione Collettiva allegate alle emissioni successive al default del 2001 si mostrano diverse, a seconda che riguardino i bond emessi prima o dopo il 2016, con i primi a richiedere condizioni più stringenti per ottenere l’ok dei creditori a una qualche forma di ristrutturazione. Insomma, si rischia il caos legale, quando già l’Argentina è uscita da una battaglia giudiziaria durata oltre un decennio contro i fondi “avvoltoi” internazionali, svoltasi nei banchi del tribunale a New York.

Bond Argentina, quale ristrutturazione e perché le brevi scadenze fanno peggio 

[email protected] 

 

 

Argomenti: , ,