Bond: Argentina pronta a uscire dal default

Un pool di banche è disponibile a comprare i titoli argentini in mano ai fondi avvoltoi. Il giudice Griesa dovrebbe sbloccare i fondi per pagare gli interessi sulle obbligazioni

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Un pool di banche è disponibile a comprare i titoli argentini in mano ai fondi avvoltoi. Il giudice Griesa dovrebbe sbloccare i fondi per pagare gli interessi sulle obbligazioni

L’Argentina sarebbe a un passo dall’uscita dal default tecnico in cui è finita lo scorso mese di luglio. Un pool di banche internazionali sarebbe disponibile a ritirare quelle obbligazioni statali non ristrutturate (holdouts) in mano ai fondi avvoltoi per i quali il giudice Thomas Griesa aveva riconosciuto il diritto a un pieno risarcimento. Deutsche Bank, Citigroup, Jp Morgan e HSBC avrebbero offerto agli holdouts l’80% del valore dei bond che dovrebbero essere risarciti a 100%. L’offerta consentirebbe agli obbligazionisti di ottenere immediatamente un risarcimento quasi pieno a fronte dell’incertezza riguardante il recupero dei crediti nei confronti dell’Argentina, visto che il governo ha deciso di non pagare nulla.   Banche pronte a rilevare i bond in mano ai fondi avvoltoi   [fumettoforumright]I crediti passerebbero quindi di mano alle banche che, a loro volta, punteranno ad ottenere il rimborso pieno fra 4 mesi, cioè quando scadrà la clausola Rufo vigente sulle obbligazioni “exchanged” e che prevede in sostanza che agli obbligazionisti ristrutturati venga concesso un migliore trattamento se entro la fine del 2014 altri creditori dovessero essere soddisfatti in misura maggiore. E difatti un risarcimento pieno agli holdouts, in conformità della sentenza americana definitiva, farebbe scattare una valanga di cause contro l’Argentina dieci volte superiori alla cifra che Buenos Aires dovrebbe corrispondere agli holdouts (1,66 miliardi di dollari). Almeno fino a quanto la clausola Rufo non scadrà. Il trasferimento dei titoli alle banche presuppone, anche lo sblocco dei fondi, 539 milioni di dollari, che l’Argentina aveva messo a disposizione degli obbligazionisti per il pagamento delle cedole sui bond con scadenza 2033 e bloccati dal giudice Griesa presso la Banca di New York Mellon, incaricata dei pagamenti delle obbligazioni ristrutturate secondo la legge americana. In altre parole, l’Argentina potrebbe quindi uscire dal default tecnico in cui era stata mandata dal tribunale newyorkese. Anche perché le banche, prossime creditrici, hanno già fatto sapere di essere disponibili a trattare con Buenos Aires il risarcimento alla scadenza della clausola Rufo.   Bond argentini in rialzo sui mercati   Di riflesso i rendimenti dei titoli di stato argentini in dollari sono tornati ad apprezzarsi sui mercati internazionali. Il bond Argentina 8,75% 2017 da 950 milioni (XS0501195480) è infatti in salita del 2% a quota 88 e offre un rendimento del 14,8% a scadenza. In rialzo anche le obbligazioni emesse dalla Provincia di Buenos Aires con il bond in euro 8,50% scadenza 2017 che prezza 94 e rende il 12%. Tutto lascia intendere che una soluzione al superamento dell’impasse tecnica possa essere trovato a breve – commentano gli analisti – anche perché i fondi che hanno speculato sulla vicenda passano adesso a raccogliere i frutti, non sono nei riguardo ai bond oggetto di causa, ma anche riguardo ai Cds dell’Argentina per i quali sono scaduti contratti per circa 22 miliardi di dollari in caso di default del paese e che qualcuno ora passerà ad incassare. Mentre per le banche, un default tecnico dell’Argentina prolungato avrebbe delle ripercussioni negative anche sull’intero sistema creditizio sudamericano, dove coltivano nutriti interessi sia con gli Stati Uniti che con l’Europa. Una sentenza del Giudice Griesa sulla vicenda è attesa per il fine settimana.

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Argomenti: Obbligazioni High Yield, Bond in dollari USA, Bond Argentina, Titoli di Stato Italiani

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