Bond Argentina giù, Buenos Aires chiede ai creditori di allungare una scadenza

Ristrutturazione del debito in vista per la provincia di Buenos Aires, il cui governatore ha chiesto agli obbligazionisti il rinvio di una scadenza di gennaio per inizio maggio. E' solo l'anticipo della più ampia battaglia che attende l'Argentina con i bond sovrani.

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Ristrutturazione del debito in vista per la provincia di Buenos Aires, il cui governatore ha chiesto agli obbligazionisti il rinvio di una scadenza di gennaio per inizio maggio. E' solo l'anticipo della più ampia battaglia che attende l'Argentina con i bond sovrani.

La provincia di Buenos Aires ha chiesto agli obbligazionisti il rinvio di una scadenza dal 26 gennaio all’1 maggio. Il pagamento di oltre 250 milioni di dollari tra interessi e capitale riguarda un bond in pesos argentini in scadenza nel gennaio 2021 e cedola 10,875% (ISIN: AR058449334). Affinché l’allungamento della scadenza sia possibile, risulta necessario che la proposta venga accettata da almeno il 75% dei creditori. Il governatore Axel Kicillof ha addossato la responsabilità al suo predecessore, Maria Eugenia Vidal, uscita sconfitta alle elezioni provinciali di ottobre. Giù i bond della provincia di Buenos Aires e anche quelli nazionali.

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Il titolo in euro con scadenza 15 gennaio 2022 e cedola 3,875% (ISIN: XS1503160225) ha perso l’1,15%, scendendo a un prezzo di 48 centesimi, mentre quello in dollari 11 gennaio 2023 e cedola 4,625% (ISIN: US040114HP86) ha registrato un calo impercettibile. Sappiamo che nelle ultime settimane, le obbligazioni di stato dell’Argentina si sono mosse al rialzo; un paradosso, considerato che il trend coincida con l’annuncio del nuovo governo di Alberto Fernandez dell’avvio delle negoziazioni con i creditori per giungere a una ristrutturazione dei titoli del debito sovrano su 100 miliardi di dollari.

Dopo la notizia giunta da Buenos Aires, i cali sono stati più che giustificati proprio dal rally che i bond in dollari ed euro avevano registrato dopo il cambio di governo. Il fatto è che il mercato si aspetta termini di ristrutturazione non drastici, più un “roll-over” delle scadenze, anziché un doloroso “haircut”, vale a dire il taglio nominale dei bond. Per questo, guarderà con estrema attenzione a quanto accadrà nei prossimi giorni tra la provincia di Buenos Aires e i suoi obbligazionisti.

Eventuali tensioni anticiperebbero uno spettacolo cruento anche sul piano nazionale, per il quale Fernandez ha fissato la data del 31 marzo come quella ultima entro cui giungere a un accordo.

Provincia e governo in sintonia politica

Il governo ha messo in chiaro sia per mezzo del presidente che del ministro delle Finanze, Martin Guzman, che non salverà la provincia dai suoi problemi creditizi. L’aspetto più interessante di questa vicenda risiede nel nome del governatore. Kicillof è stato l’ultimo ministro delle Finanze prima dell’arrivo di Mauricio Macri alla presidenza alla fine del 2015. Stretto collaboratore della presidenta Cristina Fernandez de Kirchner, sotto di lui è scattato il secondo default “tecnico” nel 2014, a causa dell’impossibilità legale dell’Argentina di pagare gli obbligazionisti, essendosi rifiutato il governo di rimborsare i cosiddetti “fondi avvoltoi”, usciti vincitori da una lunga battaglia giudiziaria a New York.

Il governatore di Buenos Aires è, dunque, della stessa squadra “peronista” del nuovo governo nazionale. Ogni sua mossa verrà percepita come l’antipasto di quanto accadrebbe nei prossimi mesi tra Casa Rosada e obbligazionisti. Del resto, se Fernandez dovesse aiutare la provincia in dissesto finanziario, le preoccupazioni del mercato aumenterebbero, perché i problemi di liquidità già grossi dello stato centrale si aggraverebbero. E il presidente è consapevole di non potersi permettere ulteriori tensioni con i creditori internazionali. Resta il fatto che sin qui si sta affrontando il tema della ristrutturazione come se il debito fosse sostenibile e necessitasse semplicemente di essere ripagato con qualche anno di ritardo. E molti obbligazionisti stanno continuando a bere questa narrazione.

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