Bond al alto rischio, ma non troppo: Costa d’Avorio

Il paese africano torna ad emettere titoli di stato dopo il default del 2011. Buona domanda degli investitori e rendimento sopra il 5% per dieci anni

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il paese africano torna ad emettere titoli di stato dopo il default del 2011. Buona domanda degli investitori e rendimento sopra il 5% per dieci anni

A soli tre anni dal default su un bond da 3,2 miliardi di dollari, la Costa d’Avorio torna a batter cassa. Il più grande produttore al mondo di cacao ha infatti raccolto 750 milioni di dollari presso investitori istituzionali emettendo obbligazioni decennali con un rendimento lordo del 5,625%. L’operazione di collocamento, condotta da BNP Paribas, Citigroup e Deutsche Bank ha sorpreso gli analisti, non tanto per il ritorno della Costa d’Avorio sul mercato dei capitali, quanto per la forte richiesta di titoli emessi dal governo di Abidjan che ha superato la soglia dei 5 miliardi di dollari, oltre sei volte l’offerta. Vero che la size era limitata – osserva un investitore – ma la forte richiesta di obbligazioni di un paese appena uscito dal default è stata sorprendente.   Obbligazioni Costa d’Avorio 5,375% Usd 2024   [fumettoforumright]Nonostante la forte pressione della domanda, il nuovo bond senior decennale lanciato dalla Costa d’Avorio non ha riscontrato grossi scambi sul mercato OTC, mantenendosi intorno al prezzo di collocamento a 98,10. Il rendimento, pertanto, a fronte di una cedola fissa del 5,375% pagabile su base semestrale il 23 gennaio e 23 luglio, si attesta intorno al 5,7%. Il titolo (Isin XS1089413089) sarà quotato presso la borsa del Lussemburgo e negoziabile per tagli minimi di 100.000 dollari con multipli aggiuntivi di 1.000. Per gli investitori si tratta di un premio rendimento che tiene conto essenzialmente della caccia a nuove opportunità d’investimento in aree geografiche finora sottovalutate, come il continente africano, giacché i fondamentali della Costa d’Avorio non sono certo dei migliori. Difatti, l’obbligazione è classificata da Moody’s come altamente speculativa (B1), mentre Stadard & Poor’s e Fitch non si sono ancora espresse a favore di un rating. Le obbligazioni internazionali governative appena emesse sottostanno a un regime di tassazione italiano del 12,50% essendo la Costa d’Avorio un paese appartenente alla cosi detta “white list” per la quale non si applica l’imposta sulle rendite finanziarie al 26%.   Costa d’Avorio, il giudizio degli analisti   Sconvolta da due guerre civili e da un’insolvenza sul proprio debito pubblico per 3,2 miliardi di dollari nel 2011 (ristrutturato nel 2012), la Costa d’Avorio sembra adesso voler voltare pagina lasciandosi alle spalle il passato. Come riporta il Wall Street Journal, alcuni money managers pensano che la ricostruzione economica del paese condotta dal nuovo presidente Alassane Ouattara, in carica dal 2011, possa rappresentare un punto di svolta del paese africano. Da allora, infatti, il paese sta crescendo in un relativo clima di stabilità politica e gli investitori stranieri sono tornati a riconsiderare la Costa d’Avorio. Secondo Moody’s i fattori trainanti sono rappresentati dall’alto livello di crescita e diversificazione economica, anche se il Pil rimane modesto (32 miliardi di dollari), trainati dalle esportazioni agricole e soprattutto dalla produzione di cacao. La relativa stabilità politica degli ultimi 3 anni ha contribuito ad accelerare i ritmi di crescita e ad attrarre investimenti dall’estero per la realizzazione di quelle infrastrutture che mancano al paese. Per contro – sempre secondo Moody’s – vi è la debolezza dell’aspetto istituzionale che la Banca Mondiale classifica agli ultimi posti della propria scala di valori. Pertanto il rischio politico appare più alto di quello economico. I fondamentali finanziari sono, invece buoni, con un deficit che viaggia intorno al 2,4% del Pil e un debito pubblico fra i più bassi del mondo (25% del Pil).

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Obbligazioni High Yield, Ratings, Titoli di Stato Italiani

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