Bolsonaro positivo al Covid, ma i bond del Brasile non risultano contagiati

Il presidente brasiliano già in fase di recupero dal Coronavirus. Sul mercato obbligazionario si respira un'aria tranquilla, malgrado il contraccolpo all'economia emergente.

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Il presidente brasiliano già in fase di recupero dal Coronavirus. Sul mercato obbligazionario si respira un'aria tranquilla, malgrado il contraccolpo all'economia emergente.

Jair Bolsonaro è risultato positivo al test sul Coronavirus, ma ci ha tenuto subito a comunicare al suo Brasile di stare bene e che i sintomi della malattia starebbero già venendo meno. Il presidente è stato uno strenuo oppositore del “lockdown”, sostenendo che la quarantena faccia male all’economia, negando anche i rischi della pandemia. Per questo, la gestione della crisi sanitaria è stata controversa nel paese sudamericano, con due ministri che si sono dimessi in polemica con la linea imposta dal capo dello stato. Ma i contraccolpi non sono mancati. La produzione industriale nei primi 5 mesi del 2020 ha perso l’11,2% su base annua, sebbene a maggio segni un recupero mensile del 7%.

Con riforme di Bolsonaro in Brasile rendimenti ai minimi storici

In Brasile, i positivi sono saliti a 1,7 milioni, secondi al mondo solo agli USA. Basso il tasso di mortalità al 4%, con quasi 67.000 decessi registrati. Il mercato obbligazionario, però, non sta risentendo negativamente di questa crisi, con i rendimenti lungo la curva scesi ai minimi storici. Il decennale offre il 6,44%, il biennale il 3,32%. La banca centrale ha tagliato i tassi al 2,25%, mai così bassi, pur restando sopra l’inflazione all’1,88% a maggio.

Bond Brasile in dollari più allettanti

Dunque, a differenza di altre economie emergenti come la Turchia, i tassi reali brasiliani sono ancora positivi, sebbene i margini di manovra per un ulteriore abbassamento del costo del denaro siano molto stretti, dato che il cambio ha perso quest’anno circa un quarto del suo valore contro il dollaro. Ma c’è fiducia nel Brasile, malgrado il rating “junk” del suo debito sovrano: “BB-” per S&P e Fitch, “Ba2” per Moody’s.

Al 76% del pil a fine 2019, è certamente destinato a salire quest’anno. Il presidente sta attuando un’agenda economica liberale, con l’importantissima riforma delle pensioni già attuata e che dovrebbe far risparmiare alle casse dello stato qualcosa come 800 miliardi di real, oltre 130 miliardi di euro.

Ma investire nei titoli denominati in real, come abbiamo visto, comporta l’assunzione di un forte rischio di cambio. Per questo, maggiormente consigliabili sarebbero i titoli di stato in dollari. Il bond a 5 anni con scadenza giugno 2025 e cedola 2,875% (ISIN: US105756CD06) viaggia oggi poco sotto la pari e rende il 2,96%. Il decennale con scadenza giugno 2030 e cedola 3,875% (ISIN: US105756CC23) quota in area 97,50 centesimi e rende il 4,22%. Rispetto ai Treasuries, questi bond rendono a premio rispettivamente di 267 e 357 punti base, un “cuscinetto” importante e che consentirebbe di investire in assets in dollari senza doversi preoccupare eccessivamente del rafforzamento atteso del cambio euro-dollaro nel medio-lungo termine.

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