BNP Paribas emette un green bond davvero particolare in Australia

Obbligazioni verdi un po' fuori dall'ordinario per la banca francese, che ha emesso un titolo in dollari australiani e legato alla transizione ecologica.

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Obbligazioni verdi un po' fuori dall'ordinario per la banca francese, che ha emesso un titolo in dollari australiani e legato alla transizione ecologica.

Sul mercato dei “green bond” ci si ingegna sempre più, il segno dei tempi che cambiano e che necessitano di un approccio sempre più complesso e differenziato al variegato mondo delle obbligazioni verdi. Ed ecco che nelle scorse ore, BNP Paribas ha emesso un titolo “Climate-linked” in dollari australiani per 140 milioni, pari a circa 85 milioni di euro. Si tratta di un bond della durata di 8 anni e che pagherà agli investitori una cedola fissa, la cui entità non è stata ancora resa nota, oltre a un premio “green” legato alla transizione ecologica in Australia. Come? La banca francese ha selezionato le società nel paese che beneficerebbero dal passaggio verso una società a basso impatto ambientale, il cui andamento risulterà determinante ai fini proprio del premio.

Il rating del bond è “A+”, per cui parliamo di un investimento di medio-alta qualità. E’ stato studiato in collaborazione con Monash University, Climate Works Australia e Institutional Shareholder Services, acquistato tra gli altri da Australia’s First State Super, fondo pensione da 125 miliardi di dollari locali, da QBE Insurance e Clean Energy Finance Corporation.

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BNP userà i proventi dell’operazione per finanziare progetti “green” certificati e per assicurare le esposizioni a questo comparto.

Premio legato agli esiti della transizione

La peculiarità di questo bond risiede, quindi, nelle modalità con le quali si punta a remunerare l’investitore, facendo sì che esso partecipi ai vantaggi che effettivamente la transizione ecologica porterebbe all’economia australiana. In un certo senso, si punta ad avvicinare i due lati del mercato con esigenze non immediatamente sempre conciliabili sul fronte della sostenibilità ambientale.

Se da un lato la sensibilità crescente tra gli investitori crea pressione sulle aziende per riconvertirsi e impattare sempre meno sull’ambiente, dall’altro questo passaggio epocale comporta il sostenimento di costi. I green bond servono proprio per dare impulso alla svolta, premiando chi investe sulla salvaguardia del futuro.

Qui, si compie un passo in avanti, perché l’obbligazionista ottiene un rendimento parzialmente dipendente anche dall’impatto che questa transizione ecologica ha sulle aziende, pur selezionate dall’emittente sulla base di criteri ben studiati. In questo modo, il mercato è quasi spinto verso una sensibilità responsabile, dato che al possessore dei bond converrà che l’abbattimento delle emissioni inquinanti non porti anche a quello del fatturato e dei profitti. Ulteriori informazioni saranno possibili solo quando verranno svelati i dettagli dell’emissione.

Per il resto, parliamo di un titolo che comporta l’assunzione di un rischio di cambio, oltre che di credito. Le oscillazioni del dollaro australiano contro l’euro potrebbero provocare perdite all’obbligazionista, nel caso in cui alla scadenza o alla previa data di disinvestimento la moneta unica risultasse più forte rispetto alla data di acquisto del bond medesimo. Il rating ci segnala, invece, che il rischio default di BNP Paribas sarebbe molto basso.

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