Beni Stabili: obbligazioni per 250 milioni, ma solo per privati

Collocato un bond in euro tramite "private placement" con tasso al 3,5% fino al 2019 che servirà a migliorare il profilo di indebitamento del gruppo immobiliare

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Collocato un bond in euro tramite

Beni Stabili torna sul mercato del debito. Dopo aver collocato con successo lo scorso mese di gennaio un bond da 350 milioni, la società immobiliare, ha raccolto questa settimana altri 250 milioni di euro sull’euromercato. Più precisamente si tratta di un private placement obbligazionario, emesso a favore di un solo soggetto istituzionale (sole underwriter) della durata di 5 anni.  Lo si apprende da una nota della società, dove si comunica inoltre che nei prossimi giorni il bond senior non garantito sarà quotato presso il mercato obbligazionario gestito dalla borsa irlandese. Il sottoscrittore è Morgan Stanley che provvederà quindi a rendere liquide le negoziazioni del titolo a partire dal 31 marzo 2014 offrendole in acquisto sul mercato secondario per tagli minimi da 100.000 euro. Il bond è stato collocato al prezzo di 99,765 per un rendimento lordo a scadenza del 3,55%, mentre la cedola fissa annuale è stata determinata in 3,50%. Le risorse nette raccolte serviranno al rifinanziamento di parte dell’indebitamento esistente, all’ottimizzazione della struttura finanziaria e al perseguimento degli ordinari obiettivi societari.

 

Private placement Beni Stabili 3,50% 2019, caratteristiche e vantaggi

 

Chart

Il bond Beni Stabili, benché collocato in forma “privata” può comunque essere negoziato sul mercato OTC fra investitori professionali o qualificati anche prima della quotazione alla borsa ufficiale di Dublino. Qualora i sottoscrittori iniziali intendessero cederlo in tutto o in parte, nel rispetto delle clausole (covenants) che ne regolano il contratto di sottoscrizione. Il “private placament”, a differenza dei collocamenti ordinari, è  un’operazione attraverso la quale gli emittenti offrono strumenti finanziari che vengono venduti presso un numero ristretto di investitori istituzionali o anche uno solo di essi. L’emittente concorda con una ristretta e selezionata cerchia di soggetti le caratteristiche dell’emissione (volume, prezzo, ecc.) ponendo a volte dei vincoli temporali prima della cessione parziale o totale dei titoli presso terzi, fermo restando gli obblighi che stanno in capo al debitore sul rimborso e la corresponsione degli interessi. Spesso, quindi, dopo un certo periodo iniziale seguente all’offerta, è possibile trovare sul mercato controparti disposte a negoziare i titoli. Il vantaggio, almeno inizialmente, è dato dal fatto che il prezzo del bond rimane stabile e suscettibile di minime variazioni in base alle fluttuazioni del mercato in generale. Capita però che, in ragione di particolari collocamenti di grosse o medie dimensioni destinate anche al retail o a investitori istituzionali con quotazione su una borsa internazionale, una piccola quota venga comunque riservata come “private placament” alle stesse condizioni dell’emissione principale. In quel caso l’andamento dei prezzi seguirà le quotazioni dei bond quotati.

 

Beni Stabili riduce le perdite nel 2013, torna il dividendo

 

Diminuiscono le perdite di Beni Stabili ch nel 2013 ha mostrato una perdita netta di 4,2 milioni rispetto al rosso si 15,7 milioni al 31 dicembre 2012. [fumettoforumleft]I ricavi lordi di locazione del 2013 sono pari a 231,7 milioni contro i 228,2 milioni del 2012. I ricavi netti da locazione sono pari a 194,7 milioni rispetto a 196,3 milioni registrati nel 2012. La riduzione è dovuta principalmente ad alcuni costi straordinari sostenuti a inizio 2013. L’azienda ha proposto un dividendo di 0,022 per azione corrispondente a 42,1 milioni complessivi. “Abbiamo difeso la piena occupazione del nostro portafoglio core – afferma Aldo Mazzocco, Amministratore Delegato di Beni Stabili Siiq – aumentando gli affitti totali e riducendo i costi generali del gruppo. Sul lato patrimoniale abbiamo ridotto il debito e lo abbiamo completamente ridisegnato quanto a scadenze e fonti; abbiamo poi registrato ancora un leggero repricing del portafoglio per adeguarlo ai valori di mercato. Proporremo quindi all’Assemblea, anche quest’anno, il pagamento di un dividendo pari a 0,022 per azione”.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Obbligazioni societarie, Obbligazioni Beni Stabili

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