Bene l’asta dei Btp ma crolla la produzione industriale italiana

Il Tesoro colloca con successo altri 6 miliardi di titoli di stato, ma c’è da vergognarsi per i danni causati al paese dai partiti e dal governo Monti. Produzione industriale a -6,6%, la peggiore d’Europa

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il Tesoro colloca con successo altri 6 miliardi di titoli di stato, ma c’è da vergognarsi per i danni causati al paese dai partiti e dal governo Monti. Produzione industriale a -6,6%, la peggiore d’Europa

Anche oggi il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha collocato sul mercato circa 6 miliardi di Btp a tassi più vantaggiosi rispetto allo scorso anno. Il governo Monti in scadenza (e al capolinea) brinda allo spread col bund decennale tedesco che è sceso sotto a 270 punti. Ma c’è poco da rallegrarsi a guardar bene, poiché il merito (o il demerito) di questo insperato successo è tutto della Germania. I titoli di stato tedeschi stanno infatti perdendo appeal e i prezzi dei bund scendono facendo automaticamente stringere il differenziale di rendimento con i titoli italiani, anche perché la locomotiva tedesca sta rallentando.

 

Pil Germania: brusca frenata per la locomotiva d’Europa

Il prodotto interno lordo in Germania, nel quarto trimestre 2012, ha registrato un calo dello 0,6%, dopo il +0,2% del terzo trimestre e peggiore dell’atteso -0,5% delle stime. Si tratta del peggior risultato dal primo trimestre 2009, quando il Pil registrò una contrazione dell’1,4%. Nel 2012 il Pil in Germania ha segnato un progresso dello 0,7% (vedi grafico sotto).

 

Crisi economica Italia: tutti i segnali del deterioramento 

L’economia italiana, d’altro canto sta andando malissimo. A fronte di una produzione industriale in discesa nel 2012 nella media Ue a 27 (-2,3%) , il nostro paese ha fatto registrare una perdita tre volte superiore (-6,6%). Non solo. Il 2012 è stato l’anno più duro della recessione economica nelle pmi: hanno chiuso i battenti oltre 100mila imprese, superando del 2,2% il valore già fortemente elevato dell’anno precedente. Ci sono stati 90mila casi di aziende messe in liquidazione, cui si aggiungono 12mila casi di fallimenti. Questi i dati allarmanti del Cerved (Gruppo specializzato nell’analisi di impresa), secondo il quale, analizzando i registri delle imprese, è in corso un boom di concordati preventivi in continuità in base alla nuova legge fallimentare con l’impatto più critico nei servizi e costruzioni (Italia sempre più povera: Pil 2012 -2,7%).

 

Collocati 6 miliardi di Btp a varie scadenze

Ma torniamo all’asta dei titoli di stato. Sul mercato sono andati oggi tre diverse tranche di Buoni del Tesoro Poliennali: la settima tranche di Btp con decorrenza 15 novembre 2011 e scadenza 15 novembre 2014 (ISIN IT0004780380), con tasso di interesse annuo lordo del 6%; la nona tranche di BTP con decorrenza 1° novembre 2011 e scadenza 1° novembre 2015 (ISIN IT0004656275), con tasso di interesse annuo lordo del 3%; la diciannovesima tranche di BTP con decorrenza 1° agosto 2006 e scadenza 1° febbraio 2017 (ISIN IT0004164775), con tasso di interesse annuo lordo del 4%. Per tutte le emissioni i rendimenti sono aumentati leggermente rispetto alle precedenti aste a fronte comunque di una buona domanda da parte degli investitori. Il Btp 2014 è stato piazzato per 4 miliardi di euro, la fetta più grossa, a un tasso finale lordo del 3,41%, mentre il Btp 2015 è stato assegnato al 3,77% lordo e il Btp al 4,26%.

 

Il fallimento della spending review di Enrico Bondi

 

produzione-industriale-Germania-Italia

Nessun taglio alla folle spesa pubblica italiana è stato fatto nel 2012. Anzi, politici e vertici istituzionali si sono aumentati lo stipendio, a partire dal Presidente della Repubblica con tutto il suo baraccone che gira intorno al Quirinale. Enrico Bondi, il noto risanatore aziendale (Montedison, Parmalat), messo lì da Monti e dalle banche proprio per dare un (falso) segnale di cambiamento di rotta, ha fallito su tutta la linea. Per 150mila euro netti all’anno (soldi pubblici), ci si aspettava che almeno le province riuscisse a tagliarle. Invece nulla. La inutile e superflua spesa pubblica tricolore è stata salvaguardata insieme ai privilegi di casta, mentre le piccole e medie aziende chiudono ogni giorno sotto il peso di un fisco e di una burocrazia asfissiante. Nessuno ne parla più, ma Bondi e l’inquilino di palazzo Chigi – va ricordato a chi legge – hanno fallito: il primo per non essere riuscito a tagliare le spese statali, l’altro per aver dissanguato famiglie e imprese con le tasse. Possibile che le province siano ancora lì, le auto blu anche, i finanziamenti ai partiti pure, così come le spese militari e i progetti per realizzare opere che non servono a nulla (Tav in Val di Susa o Pedemontana in Lombardia)?

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Titoli di Stato Italiani, Btp

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.