Bene l’asta di Bot annuali, ma il Pil dell’Italia non migliora

Assegnati dal Tesoro oltre 7,5 miliardi di titoli a un anno con tassi in leggero rialzo. Le banche hanno sottoscritto tutto e ora possiedono un quarto del debito pubblico italiano. Peggiorano le previsioni di crescita dell’Istat

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Assegnati dal Tesoro oltre 7,5 miliardi di titoli a un anno con tassi in leggero rialzo. Le banche hanno sottoscritto tutto e ora possiedono un quarto del debito pubblico italiano. Peggiorano le previsioni di crescita dell’Istat

Ripartono le aste dei titoli di stato. Dopo l’allarmistico downgrade di Fitch sul debito dell’Italia a BBB+ causa dello stallo politico post elettorale, c’è molta attesa fra gli investitori per il collocamento di circa 15 miliardi di euro fra Bot e Btp questa settimana, di cui la metà solo oggi (Cosa rischia l’Italia dopo il downgrade di Fitch)

 

Pil Italia primo trimestre 2013: ancora nessun segnale di ripresa

Nonostante l’incertezza sempre più concreta per la formazione di un nuovo governo stabile da dare al paese, le preoccupazioni di analisti ed esperti sono sempre rivolte ai dati congiunturali italiani che non rivelano nulla di buono per il 2013 allontanando la ripresa che il governo Monti aveva preventivato un anno fa proprio all’inizio di quest’anno. Ebbene, il Pil del primo trimestre – secondo le proiezioni dell’Istat – sarà ancora negativo (-1% rispetto al 2012) e forse anche peggiore del quarto trimestre 2012 (-0,9%) segnando per il settimo trimestre consecutivo una contrazione storica per durata senza precedenti. Ed è proprio su queste previsioni che gli investitori non tornano a investire in Italia a causa di una perdurante recessione la cui intensità non è al momento ancora prevedibile.

 

Rendimento Bot annuali sale all’1,28%

 

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Così, in attesa che venga collocato domani un Btp a 15 anni, vera e propria prova di affidabilità delle finanze italiane, il Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha venduto oggi, con data di regolamento il 14 marzo del 2013, Buoni Ordinari del Tesoro (Bot) per un controvalore complessivo pari a 7,75 miliardi di euro. Trattasi, nello specifico, dei Bot annuali 14.03.2014, con scadenza a 365 giorni, assegnati con un rendimento lordo del 1,28%, in rialzo rispetto all’asta precedente e migliore rispetto ad analogo collocamento (Letras a 12 mesi 1,40%) effettuato poche ore prima dalla Spagna.

L’offerta del Tesoro è stata interamente coperta dalle banche italiane e dai fondi d’investimento permettendo allo Stato di rimborsare 8,68 miliardi di Bot in scadenza il 14 Marzo. Il Tesoro ha precisato che, in seguito all’assenza di specifiche esigenze di cassa, anche questa volta non è stato offerto il Bot trimestrale, mentre alla data del 28 febbraio 2013 la circolazione dei Buoni ordinari era pari a circa 158.662 milioni di euro, di cui 56.888 milioni di euro semestrali e 101.774 milioni di euro annuali. Una situazione che il Ministro all’Economia Vittorio Grill non ha mancato di definire rassicurante per i mercati, nonostante il taglio del rating operato da Fitch, anche perché con le misure già intraprese lo scorso anno (vedi boom entrate fiscali) i conti dell’Italia sono stati messi in sicurezza (Mazzata di Fitch sull’Italia: rating declassato a BBB+).

Sempre a fine mese scorso, le banche italiane detenevano qualcosa come 350 miliardi di euro di titoli di stato, mentre la Bce ne aveva 102, per un totale che supera i 450 miliardi di euro, quasi un quarto del debito pubblico italiano e poco più di un terzo dei titoli di stato emessi dal Tesoro.

 

Crisi economica Italia: per l’Istata 6,7 milioni di persone sono in grave difficoltà

 

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Ma se questi sono i numeri più indicativi che stanno alla base del debito pubblico italiano in grado di rassicurare in qualche modo gli investitori sulla tenuta delle finanze, i dati dell’economia reale non sono affatto incoraggianti. Il Pil 2012 è calato del 2,4%, con una performance di -0,9% nel quarto trimestre (-2,8% nel raffronto con il periodo ottobre-dicembre del 2011). Ma il dato preoccupante – secondo l’Istat –  è rappresentato dal -1% acquisito per il 2013. L’Istituto di statistica ha spiegato che nell’ultimo trimestre del 2012, rispetto ai tre mesi precedenti, i principali aggregati della domanda interna hanno registrato diminuzioni significative, con cali dello 0,5% per i consumi finali nazionali e dell’1,2% per gli investimenti fissi lordi.

Numeri che non che confermare la drammaticità della situazione nel nostro paese. Sono infatti 6,7 milioni le persone in Italia in grave difficoltà economica, cioè coloro che non sono in grado di affrontare una spesa imprevista di 800 euro o non possono riscaldare adeguatamente casa o sono in arretrato con i pagamenti dell’abitazione o non riescono a fare un pasto a base di proteine ogni due giorni. E’ quanto emerge dal primo Rapporto equo e sostenibile, Bes 2013, presentato dall’Istat in collaborazione con il Cnel. In crescita anche il rischio povertà, calcolato sul reddito del 2010. Nel Centro è passato dal 13,6% al 15,1% e nel Sud dal 31% al 34,5%.

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