Bce spaccata sul futuro del Quantitative easing

Il consiglio direttivo della Banca centrale europea è diviso riguardo le prossime decisioni in materia di acquisto titoli. Quantitative easing agli sgoccioli?

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il consiglio direttivo della Banca centrale europea è diviso riguardo le prossime decisioni in materia di acquisto titoli. Quantitative easing agli sgoccioli?

Il consiglio direttivo della Banca centrale europea è diviso riguardo le prossime decisioni in materia di acquisto titoli. Infatti, per alcuni banchieri persistono i dubbi sull’andamento dell’inflazione, mentre per altri, il prolungamento del Quantitative easing potrebbe provocare distorsioni sui mercati finanziari.

Le Banche centrali rischiano di destabilizzare il sistema finanziario con un’estensione eccessiva del programma di acquisto di bond. Lo ha affermato il membro della Bce, Benoit Coeurè, facendo capire che all’intero del board dell’Istituto di Francoforte c’è ancora una forte spaccatura sul destino del Quantitative Easing. “Dobbiamo essere consapevoli dei rischi per la stabilitá finanziaria. Un periodo troppo prolungato di acquisti di asset, per esempio, potrebbe creare squilibri finanziari con conseguenze negative per la stabilitá dei prezzi“, ha puntualizzato il banchiere.

 

Tassi negativi pericolosi se mantenuti troppo a lungo

 

Coeurè ha poi affermato che i tassi di interesse negativi, introdotti a metá 2014, benchè molto efficaci nel completare la serie di misure non convenzionali della Banca centrale, nel lungo periodo potrebbero impattare negativamente sugli utili degli istituti di credito. Tuttavia, il capo economista della Bce, Peter Praet, continua a non fidarsi completamente dell’andamento dell’inflazione nell’Eurozona. “La forza e la resilienza delle ripresa economica fanno aumentare la nostra fiducia del fatto che le forze reflazionistiche faranno ritornare l’inflazione ad un livello al di sotto ma vicino al 2% nel medio termine. Tuttavia, le dinamiche dell’inflazione restano deboli“. “Le pressioni inflazionistiche sono troppo deboli, e non mostrano segnali convincenti di ripresa sostenuta“, ha aggiunto Praet, “non abbiamo ancora raggiunto il nostro obiettivo, dobbiamo essere pazienti. L’attesa è necessaria per fare in modo che le pressioni inflattive siano riflesse dai dati macroeconomici“. “Dobbiamo anche essere persistenti nell’utilizzo dei nostri strumenti di politica monetaria“, ha precisato il capo economista, “per ottenere il ritorno dell’inflazione ad un livello sostenuto nel medio periodo. Attualmente lo scenario base dell’andamento dell’indice resta legato alle condizioni di finanziamento facili che dipendono dal supporto della nostra politica monetaria“. “Ricalibreremo le nostre scelte in maniera adeguata, continuando ad utilizzare gli strumenti che restano necessari per ottenere un aggiustamento sostenuto del sentiero di inflazione in modo consistente coi nostri obiettivi” ha concluso Praet.

Anche il Fondo Monetario Internazionale, nel suo World Economic Outlook, ha invitato la Banca centrale europea a lasciare invariata la sua politica “finchè non ci saranno segnali chiari di un ritorno dell’inflazione verso il target“.

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Argomenti: Btp

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