Bce: richiama (ancora) l’Italia sul debito pubblico troppo alto

Roma ha fatto poco per ridurre il debito pubblico, nonostante il basso costo di rifinanziamento dei titoli di stato. Cosa succederà quando i rendimenti torneranno a salire?

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Roma ha fatto poco per ridurre il debito pubblico, nonostante il basso costo di rifinanziamento dei titoli di stato. Cosa succederà quando i rendimenti torneranno a salire?

Non c’era bisogno della Bce per capirlo. Ma sta di fatto che il bollettino mensile dell’Eurotower non lascia adito a dubbi sul fatto che il nostro paese non abbia tagliato in maniera adeguata la spesa pubblica, mentre altri paesi l’hanno fatto. Soprattutto in un momento in cui il costo del denaro è a zero e l’Italia può rifinanziarsi a tassi veramente irrisori anche a lunga scadenza. Il Btp a 10 anni costa 1,5%, quello a 30 anni non arriva al doppio, mentre Bot e Ctz rendono in senso negativo. E se le cose stanno così, cosa succederà quando la Bce tornerà ad alzare il costo del denaro?  

Bce: Italia e Belgio sul libro nero di Draghi

  Più nel dettaglio, gli scostamenti rispetto ai livelli richiesti dalla regola del debito si sono ampliati, specie nei Paesi con un debito molto elevato. Sia per il Belgio sia per l’Italia l’aggiustamento lineare strutturale minimo è aumentato gradualmente nel periodo considerato. Invece gli altri Paesi hanno migliorato il saldo strutturale piú di quanto sarebbe stato richiesto per assicurare l’osservanza della regola del debito. E’ quanto si legge nel bollettino mensile della Bce, dal quale si apprende inoltre che nel 2014 lo scostamento è stato rispettivamente pari allo 0,8% e all’1,2% del Pil in Belgio e in Italia (in base alle previsioni d’inverno della Commissione europea), significativamente inferiore a quella richiesta dalla regola del debito (transitoria), e nel 2015 si ritiene che sia salito a circa il 2% nel caso dell’Italia.  

Italia ancora lontana dal pareggio di bilancio

  Se l’Italia avesse migliorato il suo saldo strutturale di circa 1,5 punti percentuali rispetto al livello del 2012 per conseguire il proprio Omt di un bilancio strutturale in pareggio nel 2014 (come previsto nel quadro temporale per la convergenza), lo scostamento rispetto al livello richiesto per assicurare l’osservanza con la regola del debito sarebbe stato quasi interamente riassorbito. Invece, il conseguimento degli Omt è stato spesso procrastinato. A questo si sono altresì aggiunti i minori requisiti di correzione derivanti dalla maggiore flessibilitá nell’ambito del Patto di Stabilitá e Crescita concessa nel 2015 a seguito di una comunicazione della Commissione. Tali disposizioni hanno chiarito ma anche ampliato la flessibilitá prevista nel Psc riguardo all’applicazione delle regole con riferimento alle condizioni cicliche, alle riforme strutturali e agli investimenti pubblici.

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Argomenti: Macroeconomia, Btp