BCE: due passi avanti e uno indietro

Analisi del comportamento della BCE e forward guidance a cura di Paul Diggle di Aberdeen Standard Investments

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Analisi del comportamento della BCE e forward guidance a cura di Paul Diggle di Aberdeen Standard Investments

L’esperienza della BCE con la forward guidance è iniziata nel luglio del 2013, con l’affermazione introduttiva “il Consiglio direttivo si aspetta che i tassi di interesse di riferimento della BCE rimangano a livelli attuali o inferiori per un lungo periodo di tempo”. Da allora, la forward guidance è stata modificata in diverse occasioni. Lo scopo della forward guidance della Banca Centrale Europea è aiutare gli operatori economici a dedurre in modo più accurato il probabile futuro dei tassi di interesse e della politica di bilancio, soprattutto in periodi di maggiore incertezza.

La forward guidance ha funzionato davvero? Nel complesso sì.

Secondo alcuni studi, i successivi la forward guidance della BCE ha portato a una riduzione dei tassi di interesse lungo l’intero arco delle scadenze, poiché le aspettative sui tassi di interesse si sono allineate alle previsioni della stessa BCE in relazione al percorso più appropriato. La forward guidance della BCE ha inoltre ridotto l’incertezza sulla politica futura e ridotto la sensibilità delle aspettative sui tassi da parte del mercato a ogni piccolo dato economico. Tuttavia, il fatto che la BCE sia ancora impegnata nella forward guidance, cinque anni dopo aver detto ai mercati che avrebbe mantenuto i tassi molto bassi “per un lungo periodo di tempo”, suggerisce che, anche in combinazione con gli acquisti di attività e tassi ultra-bassi, la forward guidance non ha reso la politica sufficientemente accomodante da riportare l’inflazione verso il target su un orizzonte tipico di politica monetaria.

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Argomenti: Macroeconomia

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