Bankia è sull’orlo del fallimento

Lo stato salverà la terza banca spagnola, già nazionalizzata, con un intervento pubblico da 19 miliardi. Titolo azionario a picco e rischio haircut per le obbligazioni subordinate

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Lo stato salverà la terza banca spagnola, già nazionalizzata, con un intervento pubblico da 19 miliardi. Titolo azionario a picco e rischio haircut per le obbligazioni subordinate

Bankia, terzo istituto bancario spagnolo è nuovamente costretto a batter cassa a Madrid per non chiudere i battenti. Con una nota diffusa nella tarda serata di venerdì, a mercati chiusi, Bankia ha annunciato l’intenzione di chiedere al governo spagnolo nuovi aiuti per la cifra record di 19 miliardi di euro, dopo aver rivisto i conti del 2011 e annunciato una perdita relativa di esercizio di circa 3 miliardi di euro. Un primo intervento pubblico da 4,5 miliardi di euro a inizio mese aveva già portato alla nazionalizzazione di Bankia, ma ora serviranno ben altre cifre per evitare il fallimento e soprattutto il contagio verso gli altri istituti di credito spagnoli rimasti invischiati nella bolla immobiliare esplosa nel 2007 e che rischia ora di trascinare la Spagna nel baratro (Nazionalizzazione Bankia insufficiente: servono altri 15 mld per galleggiare). L’entità delle perdite complessive del sistema spagnolo sono infatti state quantificate nei giorni scorsi dall’International Institute of Finance (IIF) in circa 220 miliardi di euro, un quarto dell’intero Pil nazionale. Un a cifra che, se la crisi dovesse acuirsi, potrà essere coperta solo grazie a un intervento dall’esterno tramite un salvataggio orchestrato dagli organismi internazionali e l’Unione Europea.

 

Standard & Poor’s abbassa il rating di Bankia a “junk”

 

Nel frattempo Standard & Poor’s ha abbassato di un altro scalino il rating di Bankia, a BB+, portandolo a livello junk (spazzatura), avendo riscontrato nei conti della banca spagnola qualcosa come 32 miliardi di euro di crediti difficilmente esigibili, poiché connessi alla bolla immobiliare esplosa nel paese. L’agenzia precisa anche che l’outlook rimane negativo in attesa della ricapitalizzazione dell’istituto che dovrebbe aggirarsi intorno ai 12 miliardi di euro.

Nel frattempo il fondo di salvataggio bancario spagnolo (Frob) inietterà nelle casse dell’istituto 19 miliardi per tenere a galla Bankia permettendole l’ordinaria gestione delle attività. E dopo l’aumento di capitale lo stato diventerà proprietario dell’istituto al 90%.

 

Obbligazioni Bankia a rischio ristrutturazione

 

Obbligazioni Bankia 3.5% 2014

Intanto, mentre il titolo azionario in borsa è stato sospeso dopo aver perso quasi il 60% del proprio valore negli ultimi sei mesi, montano le preoccupazioni per il futuro delle obbligazioni in circolazione. Già i rendimenti dei vari titoli quotati si erano abbassati a livello di quello offerto dai bonos spagnoli a inizio anno, ma ora con la conferma dello stato di crisi dell’istituto nato dalla fusione delle diverse casse iberiche, i prezzi delle obbligazioni si sono ulteriormente abbassati. Il bond da 2 miliardi e tasso fisso 4,125% con scadenza 2036 (ES0414950644) rende quasi il 7%, così come quello da 1,75 miliardi di euro, scadenza novembre 2014 e tasso fisso al 3,5% (ES0414950784), indicando chiaramente che il rischio è tanto più alto nell’immediato rispetto al lungo periodo. Ma non solo. La stampa inglese già mette le mani avanti prevedendo un sensibile haircut e riscadenzamento del debito subordinato di Bankia dopo la ricapitalizzazione, per cui il prezzo dei bond a lunga scadenza sconterebbero già in parte questo scenario. Destino non tanto diverso da quello preventivato un paio di anni fa per il debito pubblico greco e, ancora prima, per quello bancario irlandese.

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