Banco Popolare, al via aumento di capitale, non ci saranno bond convertibili

Aumento di capitale Banco Popolare da 1 miliardo al via a fine mese. Azioni a picco e rendimento dei bond stabile

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Aumento di capitale Banco Popolare da 1 miliardo al via a fine mese. Azioni a picco e rendimento dei bond stabile

Banco Popolare si appresta a ricapitalizzare per 1 miliardo di euro. E lo fa senza tentennamenti, né mezze misure che includano emissione di bond convertibili o bond convertendo per addolcire la pillola amara agli azionisti. Quella di Pier Francesco Saviotti suona come una scommessa non solo sul Banco Popolare, ma anche sull’intero sistema bancario italiano. E una sfida all’intera borsa che anche sta affondando i titoli del settore. Martedì l’amministratore delegato del gruppo veronese ha spiazzato i mercati annunciando il nuovo calendario dell’aumento di capitale da 1 miliardo finalizzato alle nozze con Bpm. La ricapitalizzazione di Banco Popolare (a cui è stato lasciato il diritto d’opzione per l’intero ammontare) è stata infatti anticipata da ottobre a fine maggio e cadrà dunque in un periodo ancora di forte volatilità per Piazza Affari. La mossa a sorpresa è stata accolta con scetticismo dal mercato dove ieri il titolo azionario Banco Popolare ha perso il 9,09% a 4,4 euro, anche in scia a una trimestrale penalizzata dalle richieste della Bce. Stabili, invece, i rendimenti dei bond con i subordinati che trattano con uno yield del 4,50% medio e i senior al 2,30%. Le obbligazioni Banco Popolare 2,75% 2020 (codice ISIN XS1266866927) quotate sul MOT ed EuroTLX si acquistano a 101,80.   Banco Popolare, aumento capitale al via a fine mese   In ogni caso il gruppo intende procedere speditamente con l’aumento che – secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza – potrebbe essere lanciato già lunedì 30 maggio. Lunedì prossimo, intanto, a Milano sarà presentato il piano industriale congiunto di Banco e Bpm mentre subito dopo, probabilmente intorno a venerdì 20, sarà avviato il road show. Per quanto riguarda Verona, l’intenzione sarebbe irrobustire il capitale unicamente attraverso l’aumento, senza procedere a dismissioni. Nei mesi scorsi è stata più volte ipotizzata la dismissione di alcuni asset come la banca depositaria, Aletti Gestielle (sulla quale avrebbe messo gli occhi Anima ) e la quota in Agos Ducato (per cui si ipotizzava un interesse dell’azionista di maggioranza, i francesi del Crédit Agricole), ma Saviotti ha sempre smentito. La tabella di marcia, insomma, è serrata e l’obiettivo è chiudere alla metà di giugno il rafforzamento patrimoniale imposto da Francoforte.

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Argomenti: Banco Popolare

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