Banche Venete: tempi più lunghi per la fusione

Servono piani industriali prima di fondere le banche venete. Si allungano i tempi, mentre il rendimento dei bond subordinati supera l’80%

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Servono piani industriali prima di fondere le banche venete. Si allungano i tempi, mentre il rendimento dei bond subordinati supera l’80%

Se nel processo di avvicinamento alla ricapitalizzazione precauzionale Bce e il Direttorato generale per la Competizione (Dg Comp) stanno facendo penare Banca Mps (il cui cda si riunirà oggi), non si può dire che in Veneto la situazione sia più rosea.

Le authority europee coinvolte, ovvero il Single supervisory mechanism della Bce e il DG Competition di Bruxelles – scrive MF – avrebbero chiesto a Bpvi e Veneto Banca di presentare piani industriali separati, specificando i rispettivi fabbisogni patrimoniali. Questo perché, secondo quanto si apprende, la fusione messa in cantiere dal fondo Atlante per semplificare il processo di ristrutturazione non è stata ancora autorizzata dall’autorità di vigilanza e dunque non si potrebbe impostare il piano sul presupposto della combined entity.

 

Tempi più lunghi per il risanamento delle banche venete

 

La richiesta, di cui ieri avrebbe discusso il consiglio di amministrazione di Bpvi, rischia insomma di allungare oltre il previsto i tempi del processo autorizzativo, che inizialmente si puntava a chiudere entro il mese di marzo. La scaletta di Fabrizio Viola prevede infatti la convocazione dell’assemblea straordinaria per la fusione a giugno e poi l’integrazione dei due istituti (presumibilmente una fusione per incorporazione di Veneto Banca in Bpvi) entro l’autunno.

 

Cartolarizzazione Npl

 

Al momento non è chiaro se la scadenza slitterà, anche se la struttura finanziaria dovrebbe restare quella già individuata nelle scorse settimane. Da un lato i non performing loan saranno cartolarizzati attraverso un’operazione che vede in cabina di regia Banca Imi, Goldman Sachs e Deutsche Bank . Nello schema in discussione è prevista l’applicazione della garanzia pubblica sulla tranche senior, quella cioè meno rischiosa. Il fondo Atlante potrebbe invece acquistare le mezzanine notes, mentre le junior notes potrebbero essere assegnate gratuitamente agli attuali azionisti.

 

Bond subordinati rendono più del 80%

 

Nel frattempo i bond subordinati delle due banche venete che dovrebbero essere convertiti in azioni quotano circa il 20% del valore nominale. Un prezzo nettamente inferiore anche a quello dei bond subordinati Mps prima che venissero sospesi dalle contrattazioni e di cui si sapeva già che sarebbero stati convertiti a forza in equity con la ricapitalizzazione precauzionale del Tesoro. Sui rendimenti, però, pesa anche l’incertezza legata ai risarcimenti offerti dagli istituti di credito ai soci, proposte che le due banche venete hanno avanzato ai 94.000 soci dell’istituto di Vicenza e ai 75.000 di quello di Montebelluna: ai primi l’attuale management propone 9 euro per azione, ai secondo il 15% di quanto hanno pagato i titoli nel periodo 1 gennaio 2007-31 dicembre 2016.

 

Possibile proroga offerta risarcimento agli azionisti

 

Un risarcimento che le banche propongono proprio a fronte della rinuncia alle azioni legali e che puo’ andare a buon fine solo a fronte di adesioni nell’ordine dell’80% entro metà marzo. Secondo rumors, la bassa percentuale di adesioni potrebbe spingere gli istituti a prorogare i termini dell’offerta e/o a migliorarla. Certo è che, se così fosse, l’immobilismo regnerà fino a dopo l’estate, visto anche come stanno andando le cose a Siena.

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