Banche venete: solo il 20% dei soci finora ha aderito all’offerta

Resta elevato il rischio bail-in in caso di insuccesso dell’offerta transattiva coi soci. Fondo Atlante sempre più defilato

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Resta elevato il rischio bail-in in caso di insuccesso dell’offerta transattiva coi soci. Fondo Atlante sempre più defilato

Sarebbe in bilico l’offerta transattiva con i 185.000 vecchi e attuali azionisti delle due banche venete subordinata al raggiungimento di un quorum dell’80% per un investimento stimato in 600 milioni. Lo scrive Il Messaggero spiegando che finora avrebbe aderito circa il 21% degli aventi diritto della Popolare di Vicenza (79.000 in tutto) e circa il 40% di quelli di Veneto Banca (75.000) con una percentuale di indecisi dell’ordine del 50% nell’istituto berico e del 30% in quello di Montebelluna.

Banche venete, verso nascita bad bank

 

Il fallimento dell’obiettivo mette a rischio il futuro delle due ex popolari, aprendo uno scenario di bail-in dove a rimetterci sarebbero bondholders e azionisti. Intanto qualche giorno fa la Vigilanza europea, dopo aver esaminato la bozza del piano di fusione fatta pervenire dall’a.d. della banca vicentina Fabrizio Viola e dall’a.d. di Veneto Banca Cristiano Carrus, avrebbe chiesto una serie di approfondimenti. Il progetto prevederebbe la nascita di una bad bank con 9 miliardi di crediti deteriorati: l’operazione potrebbe concretizzarsi tramite rettifiche ulteriori sulle varie posizioni per complessivi 3,5 miliardi circa che renderebbe necessario un aumento di capitale della banca fusa di 4,8-4,9 miliardi: per far fronte a un esborso di queste dimensioni, sarebbe inevitabile la ricapitalizzazione precauzionale con burden sharing da parte del Tesoro, visto che Atlante 2 ha disposizione solo 1,7 miliardi.

Fondo Atlante sempre più defilato dal salvataggio

 

La Bce comunque sta seguendo molto da vicino il sentiero stretto del salvataggio dei due istituti sui quali, probabilmente, Atlante potrebbe gettare la spugna. Qualche giorno fa da Francoforte il team che sta monitorando il dossier fusione avrebbe fatto una serie di richieste sulla bozza pervenuta. Richieste che riguarderebbero innanzitutto la partita degli npl trasferiti nel veicolo con annesse svalutazioni: se il fabbisogno aggiuntivo dovesse aumentare, il gap patrimoniale potrebbe salire ancora, senza considerare l’incognita litigation.

Cartolarizzazione delle sofferenze

 

Dopo i cda di ieri gli amministratori puntano ad approvare il documento di salvataggio insieme ai risultati del 2016 nella riunione in programma per martedì 28, anche se non si può escludere un ulteriore rinvio sino alla metà di marzo.

Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’aspetto più delicato della strategia a cui l’amministratore delegato Fabrizio Viola sta lavorando a ritmi serrati sarebbe la cartolarizzazione delle sofferenze. Sarà quell’operazione a far emergere la minusvalenza che le due banche dovranno coprire attraverso un aumento di capitale.

Aumento di capitale a settembre

 

Lo schema su cui stanno lavorando i vertici degli istituti, in stretto contatto con gli advisor Fonspa (che ha appena concluso la due diligence), Banca Imi, Goldman Sachs e Deutsche Bank , è abbastanza simile a quello messo a punto lo scorso anno per Banca Mps. Anche in questo caso infatti dovrebbe trattarsi di una cartolarizzazione con l’applicazione della garanzia pubblica sulla tranche senior, quella cioè meno rischiosa. Il fondo Atlante potrebbe invece acquistare le mezzanine notes, mentre le junior notes potrebbero essere assegnate gratuitamente agli attuali azionisti. Quest’ultimo punto è ancora in discussione, anche perché quasi certamente Consob richiederebbe la pubblicazione di un prospetto informativo e il costo per le banche potrebbe rivelarsi rivelante. Quanto alla tempistica, la cartolarizzazione potrebbe precedere l’aumento che verrebbe lanciato contestualmente alla fusione dei due istituti, attesa per settembre. Con ogni probabilità quindi l’assemblea straordinaria per la delibera si terrà nel mese di giugno, mentre l’assiste per l’approvazione del bilancio è attesa tra l’ultima settimana di aprile e la prima di maggio.

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