Banche venete: no alternativa a ricapitalizzazione

Smentite le voci riportare dal Corriere della Sera su liquidazione ordinata. Per il governo si è trattato di una bufala

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Smentite le voci riportare dal Corriere della Sera su liquidazione ordinata. Per il governo si è trattato di una bufala

Nessun piano B o C per le banche venete. Nessuna liquidazione ordinata. Reuters scrive che una fonte governativa ha smentito quanto riferito oggi dal Corriere della Sera, ovvero la possibilità di una terza opzione per risolvere il problema di BP Vicenza e Veneto Banca oltre alla ricapitalizzazione precauzionale e al bail-in: una “liquidazione ordinata” con graduale uscita dal mercato delle due venete.

 

Secondo la fonte il governo non sta cercando soluzioni alternative alla ricerca di un accordo con le autorità UE per giungere alla ricapitalizzazione precauzionale da parte dello Stato: Palazzo Chigi tende quindi a escludere, per ora, sia il bail-in che ipotesi di risoluzione. Per il Governo italiano la strada maestra che deve portare al salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca passa dall’accordo con l’Ue sull’aumento precauzionale.

 

Nessuna liquidazione ordinata per le banche venete

 

Lo precisano fonti governative in merito a indiscrezioni di stampa secondo cui ci sarebbe anche un piano C, una terza via, per impedire il bail-in delle due banche venete, attraverso la liquidazione ordinata. L’ipotesi si riferisce agli articoli 65-67 di una comunicazione bancaria della Commissione Ue del 2003. Secondo alcune fonti, tuttavia, questa comunicazione sarebbe stata superata dalla successiva entrata in vigore della direttiva Brrd sulla risoluzione delle crisi. Ipotesi alternative alla ricapitalizzazione precauzionale con il benestare di Bruxelles, seppure non definitivamente escluse, non sono al momento allo studio da parte di Via XX settembre. L’obiettivo dell’esecutivo è quello di evitare il bail-in.

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